Finanza
Piccoli imprenditori crescono
Un progetto del Comune per aiutare gli studenti delle scuole superiori a creare un’azienda
di Maria Lardara
PRATO
Piccoli imprenditori crescono sui banchi delle superiori. Fino al termine dell'anno scolastico, ad attenderli dal 6 febbraio in poi sono lezioni su materie a prima vista complesse e inusuali, dalla creazione di una ditta individuale o in forma societaria ai rapporti di lavoro dei dipendenti, dai finanziamenti bancari ai bilanci, passando per l'etica del lavoro. Difficile? No, se i 48 ragazzi selezionati dalle classi terze, quarte e quinte del Dagomari, Livi e Buzzi hanno già nel proprio dna intraprendenza e piglio da imprenditori. Studenti italiani, cinesi, pakistani, romeni e albanesi: c'è posto per tutti dentro il progetto "Eye" (Ethics and Young Entrepreneurs), promosso dall'assessorato all'Integrazione con fondi in parte ministeriali e comunali (e la partecipazione attiva di Artes, l'associazione Toscana Ricerca e Studio), per sensibilizzare la cultura del "fare impresa" fra le generazioni del futuro. «L'obiettivo è formare i giovani all'etica dell'impresa, andando oltre l'insegnamento delle regole ma puntando anche sulla "persona" in quanto tale, più che sul risvolto economico del lavoro di imprenditore - sottolinea l'assessore comunale all'Integrazione Giorgio Silli -. Creare valore insomma per la società e il bene comune».
Rispetto delle regole e legalità dunque, ma non solo: l'integrazione degli aspiranti capitani d'impresa consiste anche nel lavorare fianco a fianco. Fra i destinatari di "Eye" spiccano infatti 15 ragazzi stranieri che si uniranno al percorso formativo insieme ai loro compagni italiani. La premessa è di fondo: a Prato italiani e cinesi, quelli che decidono di mettersi in società assieme, si contano sulla punta della dita. Perché non farli incontrare allora sui banchi di scuola, humus fertile per piantare i semi dell'integrazione? Dieci di questi studenti stranieri arrivano dal Dagomari (è qui che si terranno gli incontri del 6 febbraio e 28 febbraio, 9 e 22 marzo, 16, 24 aprile e 16 maggio, alla presenza di professionisti e docenti), la cui preside Maria Josè Manfrè auspica una ripresa del progetto a settembre. E ben venga che la cultura d'impresa sposi la scuola, anche in chiave d'integrazione, secondo la presidente dei Giovani industriali di Prato (c'era anche lei alla presentazione del progetto di fronte a 48 studenti): «Sulla costituzione di imprese "miste", tra italiani e stranieri, a Prato permane ancora un po' di diffidenza. Quando diventerà la normalità arriveremo a un punto di svolta». E il buongiorno si vede dal mattino anche quando un alunno straniero viene nominato rappresentante d'istituto: succede al Buzzi, dove Claudio Stanasel, studente della terza, ricopre questo ruolo da un anno. «Appena i professori mi hanno parlato del progetto, mi sono subito entusiasmato. Da grande - fa sapere Stanasel - voglio mettere in piedi una mia impresa». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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