Sicurezza
Si chiamava Ahlstrom l’aviere precipitato in Calvana nel’44
VALBISENZIO E' grazie alla testimonianza di Alfredo Fusi, classe 1920, che oggi possiamo dare un nome all'aviatore che precipitò col suo paracadute, chiuso, sui prati della Calvana, il 22 giugno 1944,...
VALBISENZIO
E' grazie alla testimonianza di Alfredo Fusi, classe 1920, che oggi possiamo dare un nome all'aviatore che precipitò col suo paracadute, chiuso, sui prati della Calvana, il 22 giugno 1944, e fu sepolto nel cimitero di Savignano. Si chiamava Russel G.Ahlstrom, faceva parte dell'equipaggio dell'aereo:Nort American B-25 Mitchell Medium Bomber.
L'aereo doveva bombardare la ferrovia, in direzione di Gricigliana, lo scopo era di interrompere i rifornimenti dei tedeschi verso il fronte. Fu abbattuto dalla contraerea tedesca posizionata sulle colline di Vernio in località Stavolaccio, perdeva fumo dalla coda, si diresse verso la Calvana e cadde dalla parte del Mugello. I membri dell'equipaggio erano Edward Dombrowski, Russell G. Ahlstrom, Casey, Obravatz, Kaplan'S e Harry George. Dombrowschi e Obravatz si buttarono col paracadute e caddero dalla parte di Vernio, furono catturati dai tedeschi, riuscirono a fuggire durante un mitragliamento, si nascosero nei boschi, in seguito si unirono ai partigiani. Casey e Kaplan'S furono trovati carbonizzati fra i rottami dell'aereo. La tragica sorte di Ahlstrom e il suo ritrovamento, la racconta Fusi: « Ero sui prati in Calvana con le pecore, insieme ad altri giovani che si nascondevano per non farsi prendere dai tedeschi, quando la contraerea colpì un aereo che si diresse verso il Monte Maggiore. Ci buttammo tutti per terra sembrava che ci venisse addosso, fece una virata e scomparve dietro il monte. Un puntolino che scendeva, attrasse la nostra attenzione, era un aviatore a cui non si era aperto il paracadute, si schiantò in un prato. Lo trovammo affondato nell'erba, con le braccia aperte - ricorda Fusi con le lacrime agli occhi - sembrava Cristo in croce. Alcuni di noi andarono alla chiesa di Savignano a prendere una barella e quando fu buio lo portammo al cimitero con mille difficoltà. Lo sotterrammo a sinistra nel cimitero, con una piccola croce di legno e sopra il casco».
La testimonianza di Fusi è il tassello che mancava alla ricerche di Stefano Bettarini, appassionato ricercatore di storie legate ai fatti accaduti durante la seconda Guerra Mondiale Nelle sue ricerche nei cimiteri militari non aveva mai trovato il nome di Russel Ahlstrom. Il sesto aviatore Harry G.George si salvò gettandosi con il paracadute e cadde vicino a Seggiano dalla parte del Mugello, Fu curato e nascosto da dei coloni, in una grotta, tutti i giorni gli portavano da mangiare e le notizie della guerra. Finita la guerra tornò diverse volte in Toscana a trovare i suoi salvatori. Il figlio, Harry George jr ha scritto un libro sulle memorie del padre dal titolo: "Georg Italiano. An american pilot's unlikely tuscan adventure”.
Luana Cecchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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