Il dolore
Servizio civile 2012 Doccia scozzese per cento ragazzi
Un pronunciamento del tribunale di Milano aveva sospeso i progetti già banditi, poi ieri è arrivato il contrordine
di Maria Lardara
PRATO
Prima la gioia di aver superato una selezione, in testa alla graduatoria degli idonei, poi la delusione di vedere infranto il proprio sogno, quello di "lavorare" un anno in biblioteca alla Lazzerini. E poi di nuovo la gioia di scoprire che quel sogno in realtà si realizzerà perché, nel frattempo, il cavillo legale che creava l'impedimento è stato rimosso.
A Martina Baldi, 23enne pratese in tasca una laurea in media e giornalismo, erano piaciute le finalità del progetto: "Scambiamoci i saperi: in biblioteca le memorie di ieri e i bisogni di oggi". Ma una settimana fa le è piovuta addosso una doccia fredda, quando un'ordinanza del tribunale di Milano, accogliendo il ricorso di Shahzad Syed (ragazzo pakistano cresciuto in Italia), aveva dichiarato discriminatorio il bando 2011 del servizio civile nazionale. Tutto bloccato, addio a quell'esperienza di volontariato "pagato" (433,80 euro al mese per un anno).
«Mi sono laureata qualche mese fa - racconta Martina - e il lavoro in biblioteca sarebbe stata un'opportunità formativa».
A navigare a vista su quella stessa barca, altri 25 giovani selezionati per altri due progetti di servizio civile presentati dal Comune. Che, se si sommano agli altri aspiranti volontari del settore no profit pratese, arrivano tranquillamente a un centinaio (18mila giovani "bloccati" in tutta Italia). Questi ragazzi non dovranno più rimanere a casa: è notizia di ieri che le assunzioni sono state sbloccate perché la Corte d'Appello di Milano, su richiesta dell'ufficio nazionale per il Servizio civile, ha sospeso gli effetti della sentenza "incriminata".
«Le partenze programmate per il 1 febbraio 2012 sono confermate», si legge. Dunque i giovani pratesi ora disoccupati possono cantare vittoria? «Durante la tesi ho praticamente vissuto alla Lazzerini per cui alla fine me ne sono innamorata», sottolinea le 26enne Monica Cheli, laurea in Disegno industriale conseguita nel 2010. Per loro l'avventura del servizio civile dovrebbe partire a marzo o, al più tardi, a maggio. E se è vero che l'unione fa la forza, tutti i volontari selezionati anche per progetti diversi (Avis, Croce d'oro, Misericordia, Pubblica assistenza, Arci, solo epr fare qualche esempio) si sono messi sulle tracce gli uni degli altri, aprendo una pagina propria su Facebook. Esulta anche Niccolò Frilli, selezionato per "In Leg - integrazione, intercultura, legalità": il massimo per uno come lui che studia cinese e giapponese all'università e che, come si dichiara, "crede molto nei processi d'integrazione". Resta l'incognita di quando davvero prenderanno servizio i ragazzi (mancano i fondi del Ministero trasferiti al Comune).
«Più tardi si parte con i progetti e più si rischia di sovrapporci con i prossimi bandi», lamentano in coro i ragazzi. E pensare che c'è chi, come Eva Benedetti, già volontaria della Pubblica Assistenza, doveva iniziare a gennaio, prima dello stop dei progetti.
«Ho fatto volontariato in Perù ed Ecuador: il servizio civile alla Pubblica assistenza - racconta - non poteva essermi più congeniale».
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