Sicurezza
Il saluto al grande del ciclismo
In centinaia a Seano ai funerali di Luciano Maggini morto a 87 anni
CARMIGNANO
In diversi hanno accompagnato ieri Luciano Maggini nel suo ultimo viaggio. E non poteva essere diversamente, in una paese come Seano in cui diffuso è l'amore per la bicicletta, dove i bambini un tempo si sfidavano lungo l'impegnativa salita del Carmignano ancora oggi frequentata, la domenica, da numerosi appassionati e dove i campioni veri, in settant'anni, non sono mancati. Uno di questi era Luciano. Ieri a Seano, dove 87 anni fa è nato e dove ancora viveva, c'è stato il funerale. Ma Luciano, malato da qualche anno, per molti seanesi non era solo un campione. Era il'uomo delle biciclette. L'uomo con cui parlare e dibattere di uno sport molto cambiato in mezzo secolo. La persona a cui chiedere anche qualche consiglio. E la sua era la famiglia delle biciclette. Non solo perché anche i fratelli Sergio e Brunero hanno corso: Sergio, scomparso anche lui, pure lui da professionista. Era la famiglia delle biciclette perchè i Maggini (ma non Luciano), sulla strada per la Catena le biciclette le riparavano e per molto tempo le hanno vendute. Alcune marchiate Maggini, naturalmente. Luciano ha corso con Coppi e Bartali. E tra gli aneddoti raccontati negli anni da lui e i fratelli ce n'è uno che ben fotografa quanto diverso era il ciclismo di ieri. Si correva su strade sterrate. Ma capitava anche, negli anni Trenta e Quaranta, che se si doveva correre a Roma, a Roma ci si andava in bicicletta, lungo la Cassia. Per poi subito iniziare la gara. I campioni veri però erano gli stessi. E quando i fratelli Maggini arrivavano sulla salita di Radicondoli Bartali si involava. (w.f.)
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