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Prato

Gli stracci di Montemurlo rivestono la Leopolda

Gli stracci di Montemurlo rivestono la Leopolda

Tesmapri ha fornito 400 pantaloni e 800 cravatte per l’installazione di Bonapace e Bottazzi che accoglie i visitatori di Vintage Selection

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MONTEMURLO

Stracci montemurlesi per Vintage Selection, la grande mostra-mercato di moda vintage che alla stazione Leopolda accompagna da 19 anni Pitti Immagine. La gigantesca ragnatela che accoglie i visitatori nel piazzale esterno è stata infatti realizzata grazie alla collaborazione di Tecnotessile e della montemurlese Tesmapri, che ha fornito i 400 pantaloni e le 800 cravatte necessarie alla sua realizzazione. L'installazione, ad opera degli artisti Denise Bonapace e Peter Bottazzi, si chiama “Rivestimi”ed è stata promossa dal Conau (Consorzio nazionale abiti usati) con l'intento di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tante possibilità di riutilizzo per gli oggetti di uso quotidiano. In questo caso è stata scelta la funzione antismog, applicabile agli indumenti grazie al particolare trattamento fornito dalla tecnologia della pratese Tecnotessile.

Per Edoardo Amerini invece, presidente del Conau e socio di maggioranza della Tesmapri, una piccola ma importante soddisfazione, dopo che l'azienda montemurlese era salita alle cronache nazionali per un presunto coinvolgimento in un traffico illecito di stracci. Ma il sequestro del capannone e degli uffici, così come gli arresti domiciliari per i dirigenti dell'azienda, sono durati appena qualche giorno.

«Quello è stato solo un incidente di percorso – spiega Amerini – un incidente su cui il corso della giustizia saprà fare luce. Adesso invece è il momento di tornare a lavorare per dare la visibilità e l'importanza che merita all'indumento usato». Il coinvolgimento del consorzio per gli abiti usati in Vintage Selection non è quindi un caso. E' la prima tappa di un progetto che mira a far riscoprire alla moda italiana la potenzialità dell'abito usato. «Proprio con questo intento, qualche settimana il Conau ha ospitato a Montemurlo un gruppo di studenti del Politecnico di Milano – racconta Amerini – Volevamo far vedere dal vivo quali materiali possono nascere dalla lavorazione dell'abito usato, come funziona la procedura, volevamo dimostrare che la moda perde qualcosa non interessandosi del cardato e al tessuto rigenerato. La delegazione milanese ha visitato la Comapri e la Comistra, due aziende attive da anni nel settore della cardatura». I programmi di Amerini e del Conau, consorzio nato solo nel 2008, si muovono adesso proprio in direzione Milano, la città italiana della moda. «A settembre saremo alla settimana della moda di Milano - conclude Amerini - L'interesse c'è, la speranza di tutto il settore è che si concretizzi in modo definito».

Alessandro Pattume

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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