Il dolore
Frutta e verdura: le ceste ora sono vuote
In alcune stazioni di rifornimento la benzina e il gasolio ieri pomeriggio hanno cominciato a scarseggiare
di Maria Lardara
PRATO
I più prevenuti, o forse i più spaventati, hanno fatto rifornimento prima che fosse troppo tardi. Colpiti dalla sindrome da carburante. "Forconi" o non "forconi", l'importante è non rimanere a piedi. Fino a ieri Prato, rispetto ad altre città toscane, sembrava un'oasi felice. Fino a che qualche foglio manoscritto, incollato ai distributori, non ha iniziato a recitare "tutto esaurito" da una certa ora di ieri. L'onda d'urto della protesta dei tir bloccati in tutta Italia arriva anche a Prato e le prime vittime sono loro, automobilisti e benzinai. Ieri alle 15.30 nelle pompe della stazione TotalErg di viale Allende (alle spalle della multisala) si era prosciugata tutta la benzina. «E non sappiamo quanto l'autocisterna tornerà - dice preoccupata la titolare -. A noi la benzina arriva anche da Livorno, sappiamo che lì la situazione dei rifornimenti è più problematica: dovevano essere più garantiti i carichi di benzina dal deposito di Calenzano, ma evidentemente non è così».
Anche perché, fai un pieno oggi e fai un pieno domani, si fa presto a rendere introvabile, oltreché salata, la benzina.
All'Agip di viale Montegrappa, davanti alla farmacia di Santa Gonda, l'ultima goccia di benzina e gasolio è scesa intorno all'ora di pranzo. Dopodichè stop. Sul tardo pomeriggio, un'autocisterna da Calenzano ha salvato in extremis il titolare Maranghi: «Quando non c'è il pane si mangiano i grissini, ma se non c'è il carburante in Italia non si sa come fare. In due giorni il traffico di automobilisti nella mia stazione è più che raddoppiato. E se ordino 8mila litri di benzina non posso certo aumentare la quantità visto come siamo strangolati dai prezzi delle compagnie». Grandi e piccoli benzinai. Senza carburante sono guai per tutti. Al Q8 di Tobbiana, proprio accanto all'edicola (angolo via per Iolo), la benzina è andata a farsi benedire già alle 10 di mattina. Ma ai distributori riforniti la situazione è apparsa abbastanza tranquilla: nessun assalto alle pompe, insomma. «Abbiamo scorte fino a venerdì, poi si vedrà», dicono i fratelli Bertini dell'Agip di viale Fratelli Cervi.
Ma non è solo la benzina a scarseggiare. Frutta a verdura si lasciano desiderare in qualche supermercato. Chi è entrato ieri alla Coop di piazza San Marco con l'intenzione di farsi una scorpacciata di spremute, è rimasto a bocca asciutta. Intorno all'ora di pranzo, di arance siciliane Navel ne erano rimaste letteralmente cinque. Niente mandarini, andate a ruba le hamburger fresche di carne macinata con scaffali vuoti nel reparto carne, idem per le cotolette di petti di pollo a 2,15 euro. Vuoto anche uno scaffale degli articoli scontati vicino al reparto surgelati: «Stamattina non è arrivato il camion», si giustifica sconsolata la cassiera. Sul fronte prodotti freschi, ieri anche i sacchettini di vongole e cozze erano contati alla Conad di via Catani. Peccato anche per la cuoca che voleva fare la parmigiana di melanzane: intorno alle 16, di quelle lunghe (provenienza Spagna) ne erano avanzate letteralmente sette. Saranno rimaste nella pancia di un tir proveniente dalla Spagna anche gli zucchini scuri della Pam: la cassetta era vuota mentre per le arance regnaval'abbondanza.
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