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LA POLEMICA

Casapound replica alla Bugetti «Incriminati per una foto»

PRATO «Scandaloso non è concedere un patrocinio ad un’associazione legalmente riconosciuta ed operante da anni su tutto il territorio provinciale con iniziative culturali, politiche e sociali, ma...

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PRATO

«Scandaloso non è concedere un patrocinio ad un’associazione legalmente riconosciuta ed operante da anni su tutto il territorio provinciale con iniziative culturali, politiche e sociali, ma bensì pensare che sia sufficiente una foto giornalistica, scattata durante una manifestazione pubblica, per additare una intera organizzazione come implicata in un folle ed orribile crimine». E’ quanto riportato in una nota di CasaPound Italia Prato che replica così alle accuse mosse dalla segretaria provinciale del Pd Ilaria Bugetti, la quale aveva sollevato perplessità sull’estraneità dei militanti pratesi ai tragici fatti di Firenze del dicembre scorso. «Vorremmo ricordare alla signora Bugetti- prosegue la nota- che l’Italia non ha ancora imboccato la strada della Nord Corea e resta uno Stato di diritto, dove, fino a prova contraria, non vige la regola della estensione delle responsabilità penali dal singolo alla comunità e dove soprattutto non si può essere incriminati per una foto, definita dallo stesso articolo del Tirreno, citato dalla signora Bugetti con un po’ troppa approssimazione, come «nulla di compromettente in realtà» perché CasaPound ha fatto decine di manifestazioni e in quella di Arezzo erano presenti iscritti e simpatizzanti un po' da tutta la regione». « Quando venne arrestato- continua la nota- con l’accusa di essere uno stupratore seriale Italo Bianchini, dirigente di un circolo Pd di Roma, nessuno si è giustamente sognato di ritenere tutti gli iscritti a quella sezione come dei maniaci, proprio perché per fortuna non è invalso questo stesso teorema che qualcuno adesso vorrebbe usare contro di noi».

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