Il Tirreno

Prato

Sfuggì al linciaggio, finisce in carcere

Sfuggì al linciaggio, finisce in carcere

Arrestato dopo sette mesi l’uomo di Iolo accusato di aver avuto rapporti sessuali con un quindicenne

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di Paolo Nencioni

PRATO. Molti si erano scordati di lui, ma non il sostituto procuratore fiorentino Lastrucci, che ne ha chiesto e ottenuto l’arresto.

In carcere è finito sabato, ma la notizia è stata data solo ieri, l’uomo di 50 anni che alla fine del giugno dell’anno scorso rischiò di essere linciato dalla folla inferocita alle case popolari di via da Quarata, a Iolo.

La Procura distrettuale lo accusa di prostituzione minorile, cioè di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzo che all’epoca aveva 15 anni e di averlo indotto alla prostituzione. Per questo i carabinieri, sette mesi dopo quei fatti, sono andati a prenderlo nel luogo segreto, in un comune vicino a Prato, dove vive insieme alla famiglia (la moglie, una figlia e un figlio) per sfuggire alle ire degli amici e dei parenti del ragazzino, che tentarono di fare giustizia sommaria in quel caldo pomeriggio del 29 giugno.

L’arresto, spiegano i carabinieri, è scattato in quanto il magistrato ritiene fondato il pericolo di reiterazione del reato. Ma se davvero c’era questo rischio, perché aspettare sette mesi prima di agire? E’ una domanda che non ha per ora risposta. Conoscendo i tempi della giustizia italiana, è verosimile che il tempo sia passato nell’adempimento delle formalità burocratiche. Eppure non risulta che l’indagato in questi sette mesi abbia commesso altri atti simili a quello di cui l’accusano, e certo non avrebbe potuto commetterli con quel ragazzino in particolare, perché non si può nemmeno avvicinare alla sua ex casa di via da Quarata, se non vuole rischiare di essere picchiato a morte.

Sul procedimento pesa anche un altro limite. Risulta infatti che il presunto pedofilo percepisca una pensione per un’invalidità del 60%, in parte per problemi fisici in parte per un deficit psichico che è finito agli atti di un precedente processo per atti osceni. Anche questo conterà nella valutazione penale del suo comportamento.

Stamattina il pensionato cinquantenne verrà sentito nell’interrogatorio di garanzia dal giudice per le indagini preliminari Paola Belsito nel carcere della Dogaia. Sembra che nella fase delle indagini preliminari non sia mai stato interrogato, mentre è stato sentito, con tutte le cautele imposte dalla giovane età, il quindicenne che lo accusa di aver avuto rapporti sessuali con lui.

In cambio il ragazzino avrebbe ricevuto dei regali, un telefono cellulare e altro. E sono stati proprio questi regali a far emergere il caso, quando la moglie dell’indagato, quel 29 giugno, andò a chiedere indietro i soldi alla madre del ragazzino, provocando la violenta reazione di quest’ultima. Quello che nessuno fino a quel momento aveva visto, venne alla luce del sole e la voce si sparse in un battibaleno, facendo confluire alle case popolari di Iolo una folla di decine di persone che tenne impegnate fino a sera le forze dell’ordine.

Il pensionato cinquantenne riuscì a sfuggire al linciaggio uscendo dalla porta sul retro travestito da pompieri e per quell’assalto sono poi scattate 17 denunce per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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