Il Tirreno

Prato

Sequestro e riscossione per tre aziende cinesi  

Sequestrate 6 macchine (alcune di lusso), pignorati 3 magazzini e 70 mila euro riscossi in via esecutiva. E' il bilancio dell'operazione da polizia municipale ed Equitalia 

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PRATO. Sequestrate 6 macchine (alcune di lusso), pignorati 3 magazzini e 70 mila euro riscossi in via esecutiva. E' il bilancio dell'operazione messa a segno questa mattina a Prato da polizia municipale ed Equitalia, il primo atto di riscossione per una pratica di evasione accertata da parte di tre ditte a conduzione cinese di circa un milione di euro. «La giunta Cenni - ha commentato l'assessore comunale alla sicurezza Aldo Milone - mantiene le promesse.

Paga chi non ha mai versato un euro di tasse in un distretto parallelo che per troppi anni ha sguazzato nell'illegalità». Le aziende orientali nella città tessile secondo la Camera di Commercio provinciale sono circa 4 mila - un quinto del totale delle imprese pratesi - per un fatturato annuale stimato ampiamente sopra il miliardo e mezzo di euro.

Da tempo la giunta di centro-destra del Comune ha messo nel mirino lo smantellamento del cosiddetto «distretto parallelo cinese», con riferimento al gran numero di imprese orientali che non rispettano i dettami fiscali italiani imponendo di fatto un regime di concorrenza sleale. Gran parte del denaro guadagnato in Italia da queste ditte, in più, prende la via del Paese del Dragone: l'ultimo studio di Bankitalia evidenziava come almeno mezzo miliardo di euro l'anno venga inviato in Cina attraverso i money transfer pratesi.

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