Il dolore
La Cgil difende gli infermieri aggrediti al pronto soccorso
PRATO Non è stata l’insoddisfazione per il trattamento ricevuto, come riferito dalle forze dell’ordine, a innescare l’aggressione di medici e infermieri del pronto soccorso da parte di un ventenne,...
PRATO
Non è stata l’insoddisfazione per il trattamento ricevuto, come riferito dalle forze dell’ordine, a innescare l’aggressione di medici e infermieri del pronto soccorso da parte di un ventenne, sabato notte all’ospedale. Lo sostiene Lorenzo Pancini, responsabile sanità della Cgil.
«L’aggressione - scrive il rappresentante della Funzione pubblica Cgil -non è affatto scaturita da una insoddisfacente assistenza ricevuta dalla moglie dell’aggressore, tanto è che quest’ultimo, ancora prima della presa in carico della donna da parte del personale, aveva tenuto atteggiamenti violenti e offensivi nei confronti di persone e cose».
«A prescindere da quanto detto sopra - aggiunge Lorenzo Pancini - nessuna insoddisfazione, percepita o manifesta, può giustificare quello che è accaduto sabato sera, quello che hanno subìto gli operatori del pronto soccorso, quello che hanno subìto i cittadini presenti in attesa. Nessuna insoddisfazione può giustificare l’interruzione di un pubblico servizio quale il pronto soccorso di un ospedale».
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