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Spazzano, ma non riscuotono da mesi

Spazzano, ma non riscuotono da mesi

Il caso delle donne delle pulizie di pompieri e carabinieri: la Cgil accusa il Ministero dell’Interno

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PRATO

Straccio e spazzolone fanno parte dei loro ferri del mestiere. Contratto a tempo indeterminato in tasca, ma non basta. Specie se non si riscuote da mesi o si aspettano ancora le buste paga arretrate. E così, oltre alla fatica di doversi spaccare la schiena per la cifra irrisoria di 300-400 euro al mese, c’è anche l’amarezza di non poterli riscuotere.

Sono tutte donne tra i quaranta e cinquant’anni, l’anello più debole del mercato del lavoro. Abitano a Prato, quattro di queste lavoratrici delle pulizie prestano servizio presso i due comandi di vigili del fuoco nel comune capoluogo e a Montemurlo, come dipendenti dell’azienda campana “La Splendor” su appalto del ministero dell’Interno. Altre sei si occupano della pulizia delle caserme dei carabinieri di Prato, Montemurlo e Poggio. L’ente appaltante è lo stesso: ministero dell’Interno per il tramite della Prefettura. L’azienda cui sono legate da contratto queste operaie è un’altra ditta campana, la Trial Service, aggiudicatrice di un appalto prossimo a scadere. Loro sì che sono messe ancora peggio delle colleghe che spolverano le scrivanie dei pompieri. Perché, come denuncia la sezione provinciale della Filcams Cgil, è da ottobre 2011 che non riscuotono.

«E la procedura di cig in deroga concordata con la Trial Service, depositando nell’aprile scorso un accordo alla direzione provinciale del lavoro, non è mai stata attivata – fa sapere Alberto Santini (Filcams) - A quanto ci risulta, l’azienda non ne ha mai fatto richiesta alla Regione. Non vogliamo ricorrere allo sciopero per non complicare la posizione delle lavoratrici e creare un danno al comando». Nel caso invece delle addette pulizie dei vigili del fuoco, costrette già ridursi l’orario di lavoro settimanale da 20 a 12 ore, le mensilità da agosto 2011 sono state tutte saldate a dicembre ma senza che siano ancora pervenute le buste paga. La Cgil si è appellata al Durc, ovvero il rapporto di responsabilità solidale tra committente e appaltatore «L’azienda si era rifiutata di pagare in quanto a sua volta non riscuoteva dal Ministero. Di fatto il comando dei vigili del fuoco si è attivato con un fondo proprio per permettere all’azienda di pagare le lavoratrici. Il timore è che tra qualche mese saremo punto e a capo. Le due vicende – conclude il sindacalista della Cgil - dimostrano la totale assenza del Ministero che dovrebbe farsi da garante delle ditte che ricevono gli appalti».

Maria Lardara

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