Sicurezza
Liberalizzazioni, due nuove farmacie
Parte la protesta, il sindaco Lorenzini: «Mi stupisco che il governo tocchi tutto tranne e banche e assicurazioni»
di Alessandro Pattume
MONTEMURLO
Cinquemila nuove farmacie e più in generale una farmacia ogni tremila abitanti. Per Montemurlo, Comune di 18mila abitanti, il decreto sulle liberalizzazioni del governo Monti significherebbe quindi un totale di sei farmacie: due in più rispetto a quelle già aperte sotto la Rocca, la cui gestione dovrebbe essere assegnata entro il prossimo mese di giugno attraverso appositi concorsi. Il sindaco Lorenzini aspetta di saperne qualcosa di più.
«Le farmacie sono un fattore sociale importante - dice - e se tutto diventasse libero bisognerebbe innanzitutto cercare di mantenere intatti i servizi per la popolazione. Comunque credo sia presto: bisogna aspettare i decreti attuativi e vedere cosa contengano davvero. Una cosa è certa - conclude - mi stupisce un poco che si vada a toccare tutto tranne le banche e le assicurazioni».
Nessuna catastrofe. «Una nuova apertura è già stata prevista da tempo nella zona est di Bagnolo - spiega invece l'assessore al sociale e presidente del consorzio di farmacie comunali Farmacom - certo è che bisognerà rivedere la pianta organica per aggiungerne un'altra. Comunque non sono catastrofista, bisognerà vedere come si svilupperà la cosa: sicuramente ci sarà una guerra dei prezzi e le farmacie più strutturate come quelle comunali finiranno per essere avvantaggiate».
Il decreto sulle liberalizzazione introduce infatti anche qualche novità sui prezzi. Le farmacie potranno infatti praticare sconti sui farmaci di fascia A pagati dai cittadini senza ricetta. «L'unica perplessità è quella legata alla natura delle nuove farmacie - ammette Ciolini - finora infatti le nuove aperture erano alternate: una farmacia comunale e una privata. Adesso, bisognerà capire come verranno gestite queste nuove aperture».
Qualche perplessità. Mentre Federfarma sembra prepararsi alla serrata nazionale, le farmacie private di Montemurlo cercano di digerire le novità introdotte dal governo. Alla farmacia "D'Orsi", da otto anni in via Montalese , la perplessità è all'ordine del giorno. «Mi sembrano decisioni non ragionate su argomenti che invece andrebbero affrontate con maggiore cautela - ammette il titolare Roberto D'Orsi - Siamo in difficoltà, ormai dei farmacisti c'è rimasto solo il distintivo e se la più importante liberalizzazione riguarda la nostra categoria, allora vuol dire che siamo messi veramente molto male». A Bagnolo invece, dalla farmacia "Costagli" arriva un gelido : «Non siamo per niente preoccupati e non ci spaventa la concorrenza, anche se sicuramente ci sono altre cose ben più gravi da tenere in conto».
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