Sicurezza
L’Unione boccia le tasse sull’energia
Promosse le liberalizzazioni, bocciati i provvedimenti sulle accise per l’energia elettrica. Questo il giudizio dell’Unione industriale sulle misure decise dal governo Monti
PRATO. Promosse le liberalizzazioni, bocciati i provvedimenti sulle accise per l’energia elettrica. Questo il giudizio dell’Unione industriale sulle misure decise dal governo Monti. All’unione piacciono «le misure che riducono praticamente a zero costi e adempimenti per l’avvio di un’impresa; l’istituzione del “tribunale delle imprese”; i vincoli alle pubbliche amministrazioni per il pagamento delle imprese che lavorano per loro, elemento critico anche per molte aziende pratesi soprattutto dell’edilizia». Molto positiva anche la conferma che si profila nel futuro decreto “Milleproroghe” sulla presenza di un unico sindaco revisore per le società a responsabilità limitata. Va poi nella direzione auspicata dall’Unione la separazione fra Eni e Snam, misura che appare indispensabile per ovviare alle pesanti penalizzazioni delle imprese italiane rispetto ai costi del gas, che proprio nell’aspetto del trasporto (vedi comunicato del dicembre scorso) hanno un punto di “lievitazione” particolarmente ingente. «Mentre si attendono le decisioni degli enti locali sugli aspetti di propria pertinenza (a cominciare dall’Imu, per la quale si auspica il massimo senso di responsabilità) - sostiene la nota dell’Unione - si è però evidenziato un problema che rischia di abbattersi con effetti dirompenti sulle imprese pratesi più strutturate: la rimodulazione delle accise sull’energia elettrica. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha portato a compimento la revisione della materia, avviata dal precedente esecutivo con la soppressione delle addizionali provinciali e comunali alle accise sull’energia elettrica. La conclusione però è che sono state rimodulate le imposte erariali, quindi di livello nazionale, aumentando di fatto l’imposizione fiscale sulle imprese comprese fra i 200.000 kWh e il 1.200.000 kWh di consumi mensili. In sostanza: le imprese al di sotto di tale soglia hanno un piccolo risparmio; le imprese al di sopra della soglia continuano a non avere alcuna imposizione fiscale; le imprese comprese fra i due valori avranno degli aggravi significativi. Per dare un’idea, delle 80 aziende del Consorzio Prato Energia, 15 rientrano in questa categoria ed avranno una penalizzazione complessiva di 300.000 euro l’anno; le 65 aziende al di sotto della soglia dei 200.000 kWh risparmieranno 30.000 euro; saldo finale per le imprese consorziate, 270.000 euro in più da versare all’erario».
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