Il dolore
Acquisto e svaluto, il metodo Gommatex
I rilievi dei commissari giudiziali sul Gruppo Sasch: il sistema sarebbe servito ad alleggerire il deficit della holding Go Fin
di Paolo Nencioni
PRATO
Il 17 dicembre 2009 la Gommatex spa acquista da Go Fin (la holding del Gruppo Sasch) una società che ha sede in Paradiso. Non è uno scherzo. La Poet Trading Ag ha davvero sede a Paradiso, Svizzera, sulle sponde del lago di Lugano. La acquista per 2 milioni e 600mila euro, ma pochi giorno dopo la mette in bilancio con valore zero. E' uno degli esempi fatti dagli ex commissari giudiziali Lorenzo Stanghellini, Fabio Moscardi e Giulia Massari nell’esposto presentato lo scorso 28 novembre alla Procura della Repubblica nel quale raccontano «alcuni fatti potenzialmente rilevanti dal punto di vista penale» su Go Fin, le quattro Gommatex (Spa, Finanziaria, Jersey e Poliuretani) oltre alla Tintoria rifinizione tessuti (Trt).
L'esposto precede di una settimana la segnalazione dei curatori fallimentari Evaristo Ricci e Leonardo Castoldi da cui è nata l'inchiesta per bancarotta che ha coinvolto il sindaco Roberto Cenni e si concentra sulle operazioni finanziarie interne al gruppo, che potrebbero aver pregiudicato gli interessi dei creditori. Un altro singolare acquisto di Gommatex è quello del 3 dicembre 2009, quando acquisisce da Go Fin la metà di Europa Washing System (sede in via Fra' Bartolomeo) per 2 milioni e 400mila euro. Anche questa partecipazione viene interamente svalutata nel bilancio Gommatex pochi giorni più tardi. Secondo gli ex commissari le operazioni sono state fatte per spostare il deficit di bilancio da Go Fin alla Gommatex. Perdite quantificate in 2 milioni e 400mila euro per l'operazione "Paradiso" e di un milione e mezzo di euro per l'acquisto di Ews.
«Con pregiudizio dei creditori» scrivono i commissari.
Qualcosa di simile fa la holding Go Fin sempre nel dicembre 2009, quando procede a un aumento di capitale della controllata lussemburghese Shs Europe Sa e sborsa oltre 15 milioni di euro, ma poi la partecipazione viene subito svalutata nel bilancio di fine mese. I commissari giudiziali Stanghellini, Moscardi e Massari non capiscono il motivo dell'operazione. Sarà forse l'inchiesta della Procura a darle un senso.
Mentre la crisi comincia a farsi sentire, Gommatex Jersey, Poliuretani e Trt, le tre aziende produttive, finanziano la Gommatex Finanziaria (oltre 23 milioni di euro in quattro anni) e si indebitano con le banche.
I tre commissari ritengono «inattendibili» i bilanci 2009 e 2010 delle quattro società perché si assiste a un tonfo che «non è giustificabile con l'improvvisa mancanza di continuità aziendale», anche perché i bilanci del 2009 sono stati approvati solo sei mesi prima delle domande di concordato.
In quei sei mesi la Finanziaria passa da un patrimonio attivo di oltre un milione a un passivo di 20 milioni, la Jersey perde 5 milioni, la Poliuretani da un attivo di 4 milioni a un passivo di un milione, la Trt da un attivo di 5 milioni e un passivo di un milione e mezzo.
Anche su questi conti sta indagando il sostituto procuratore Eligio Paolini nell'inchiesta sulla presunta bancarotta.
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