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Rottura totale di Paradiso Alle ortiche la secessione

PRATO   Forse questa è la volta buona per assistere al finale della soap-op di casa Lega Nord. Appena un mese fa il respingimento delle dimissioni da militanti di Emilio Paradiso e di Federico Tosoni...

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  Forse questa è la volta buona per assistere al finale della soap-op di casa Lega Nord. Appena un mese fa il respingimento delle dimissioni da militanti di Emilio Paradiso e di Federico Tosoni avrebbe dovuto imporre una pax interna fra i sostenitori dell'europarlamentare Claudio Morganti e i suoi oppositori, i ribelli. Ma era una pax armata. Motivo per cui il duo Paradiso-Tosoni ha reiterato la propria lettera di addio al movimento, minacciando in questo modo una sorta di secessione della Lega Toscana dalla Lega Nord. Una puntata già vista con Paradiso pronto a riabbracciare Marina Staccioli e Dario Locci, i due consiglieri regionali usciti dal Carroccio in aperta polemica con Morganti.

Questa secessione tra l'altro è l'unica che l'attuale capogruppo in consiglio comunale della Lega Nord intende accettare. Lo spiega statuto alla mano: «Il nuovo regolamento per gli iscritti prevede che chi prende la tessera della Lega debba giurare fedeltà all'articolo 1 dello statuto, che chiede la secessione della Padania dall'Italia. Io questo non lo posso accettare, perché in passato ai tempi delle camicie verdi inseguendo questa utopia molti di noi hanno avuto guai con la magistratura – ricorda Paradiso –: i possessori di partita Iva vennero bersagliati con controlli continui della guardia di finanza. Altri si sporcarono la fedina penale per attentato alla Costituzione e all'unità dello stato». Il federalismo resterà nel dna dei ribelli, ma eliminando dal vocabolario i lemmi “indipendenza” e “secessione”: «Si trattasse di progettare l'uscita dall'euro e dall'Unione Europea sarei il primo a sottoscrivere la proposta e a portarla avanti politicamente, differente è il discorso per la Padania. Bene o male facciamo parte di un paese unito e unico, che è l'Italia». Sarà complice il clima di sfogo – continuo – in seguito alle tensioni intestine, ma questa volta Paradiso medita una rottura totale dalla Lega in salsa ideologica. Laddove a dicembre oltre ai contrasti personali non si intravedevano grandi differenze politiche fra lealisti e ribelli, in queste ore lo strappo sta diventando politico. Per la gioia degli appassionati di beghe leghiste restano i due capisaldi: sostegno incondizionato al sindaco anche dopo l'uscita dalla Lega e le sempreverdi frecciate a Morganti. Q . Con l'ex ministro dell'interno Roberto Maroni , Paradiso e Tosoni tenteranno un abboccamento mercoledì prossimo in un incontro ufficioso a Roma. La scissione, fra mille strascichi polemici dovrebbe avere l'effetto comunque di ripristinare la normale circolazione politica in casa Lega. Il commissario provinciale Grazzini promette il congresso per marzo.

Carlandrea Poli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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