Italia
Malati di gioco in aumento al Sert Allarme internet
Il fenomeno dilaga tra gli adolescenti che non dormono per stare davanti al video. Paura anche per i sessantenni
di Barbara Burzi
PRATO
Un pericolo che s’insinua nelle abitudini quotidiane della gente: l’acquisto di una gratta e vinci, un “tiro” alla slot machine, una scommessa di una partita di calcio. La dipendenza da gioco può catturare chiunque in quella spirale patologica che trasforma le persone in soggetti prede della voglia incontrollabile di tentare la fortuna. Con l’incalzare della crisi il rischio aumenta come il desiderio di fare il colpo grosso per riuscire finalmente a cambiare in meglio la propria vita. Un’illusione che sta accecando sempre più persone, anche a Prato, dove il fenomeno sta crescendo rischiando di rappresentare presto un’emergenza sociale. Sono 47 gli individui con patologie da gioco d’azzardo in carico al Sert (servizio tossicodipendenze dell’Asl di Prato). Difficile tracciare l’identikit del soggetto affetto da ludopatia, ma il giocatore tipo, in base ai dati diffusi da Antonella Manfredi che dirige il servizio, è maschio. «Dall’inizio dell’anno – afferma - si sono rivolti a noi 4 nuovi utenti e sono tutti uomini come la maggioranza». La direttrice del Sert ha inoltre fatto presente che «prendendo a riferimento i 2.096 questionari distribuiti alla popolazione nell’ambito del progetto Alea sulla prevenzione delle dipendenze da gioco, le fasce più a rischio sono rappresentate da individui con più di 60 anni e dagli adolescenti». E’ proprio tra i giovanissimi che ultimamente il fenomeno sta dilagando specie con l’affacciarsi di nuove forme di dipendenza, come quella da internet: «Finora abbiamo avuto tre segnalazioni da parte di genitori che si sono rivolti a noi perché preoccupati per i comportamenti dei propri figli – dice Manfredi – si tratta di un fenomeno in crescita e molto preoccupante su cui stiamo studiando le modalità per intervenire. L’importante in questi casi è far sì che l’adolescente abbia un’attività che lo impegni e lo appassioni fino al punto da riuscire a spostare il suo interesse verso qualcos’altro. Se un genitore sa che esiste la dipendenza da internet quantomeno si porrà il dubbio in caso suo figlio dovesse assumere comportamenti a rischio». Ma quali sono i segnali da prendere in considerazione? «Per esempio – spiega - quando uno studente smette di impegnarsi a scuola, si isola con il computer e non dorme la notte per stare davanti allo schermo». Nel quadro generale appena descritto bisogna tener conto anche del fatto che in una società in cui le formule per invocare la fortuna si sono moltiplicate, il gioco d’azzardo è diventato alla portata di tutti. A questo proposito, nei giorni scorsi si è svolto un convegno nella sede della Misericordia, durante il quale una signora con un passato da ludopatica sarebbe intervenuta per lamentare l’eccesso di pubblicità che viene fatta ai vari giochi. «Mi è capitato di uscire per fare la spesa e che la cassiera del supermercato mi abbia offerto il Gratta e vinci – ha detto – sarebbe come se qualcuno offrisse la droga a un ex tossicodipendente». Del resto lo Stato è il primo a beneficiare di questo sistema che da una parte pubblicizza e dall’altra ammonisce dando l’allarme sul rischio di patologie legate al gioco. Tuttavia « solo quando il gioco diventa centrale nella vita di un individuo – chiarisce Manfredi - si parla di patologia».
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