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«Babbo sei il nostro eroe» l’ultimo saluto a Beccaglia

«Babbo sei il nostro eroe» l’ultimo saluto a Beccaglia

I funerali ieri in cattedrale celebrati dal vescovo Simoni: «A Dio ha consegnato il bilancio positivo della sua vita». Tanti gli artisti presenti

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Il riconoscimento al combattente: «Sei il nostro eroe». La promessa al babbo: «Faremo tutto quello che volevi e che ti piaceva. La tua bambina». Finisce così, con la lettera che Greta, figlia di 17 anno e mezzo di Valdemaro Beccaglia, dedica a suo padre e con un applauso dal cuore che riempie le navate della cattedrala mentre le lacrime scendono, l’addio al presidente del Pecci morto giovedì. Il Duomo gelido colmo di persone, ieri pomeriggio, che si inchinano al coraggio dell’uomo, alla competenza dell’esperto d’arte e alla determinazione dell’imprenditore. E’ l’ultimo omaggio alla persona, quello che va in scena al Duomo. Con le parole dell’amico e critico d’arte, don Giuseppe Billi che prima della celebrazione afferma che «Valdemaro ha aperto nuove strade nell’arte del mondo con tutti i rischi e anche con tutti gli errori che questo comporta», con la presenza muta dei tanti artisti che hanno trovato spazio e riconoscimento, dal 2005 e oggi, nelle sale del museo Pecci. Un elenco lughissimo, quello dei presenti: Emilio Sgrò, Lena Liv, Tom Pukey, Andrea Martinelli, Atos Ongaro, Giancomo Costa, Massimo Barzagli, l’architetto del Pecci del futuro, Maurice Nio, Luca Beatrice, e poi i critici Achille Bonito Oliva, Ginevra Bria e il regista Giovanni Veronesi. Tutti confusi tra la folla. E nei banchi accanto alla famiglia - i quattro figli e la mgolie del presidente del Pecci - le autorità: il sindaco Roberto Cenni e il presidente della Provincia Lamberto Gestri, entrambi con la fascia, accanto il sindaco di Poggio a Caiano, Marco Martini e dietro ancora un sunto all’osso della storia recente della città: gli ex sindaci Claudio Martini e Fabrizio Mattei accanto e un po’ più in là, l’ex sindaco Marco Romagnoli che Valdemaro Beccaglia ha voluto alla presidenza del Pecci, confermato poi da Cenni. E ancora il vicesindaco Goffredo Borchi che legge un passo del profeta Isaia, e l’assessore alla Cultura del Comune Anna Beltrame accanto l’assessore alla Scuola Rita Pieri e più distante l’assessore Annalisa Nocentini, E ancora Stefano Ciuoffo, Antonio Lucchesi, Daniele Panerati, Enrico Giardi e tanti altri. E’ il vescovo Simoni che celebra la funzione assieme ad altri canonici del Duomo, a ricordare una delle doti peculiari di Beccaglia, la volontà di creare ponti, di mettere insieme il buono che c’è, anche tra le tante razze diverse che compongono il mosaico di una città davvero particolare. Prova ne sia quel mazzo di fiori bianchi che spunta all’improvviso sotto la bara e depositato da alcuni ragazzi cinesi che ascoltano silenziosi e fino in fondo la messa. Sono quelli del ristorante cinese Internazionale, di via Roncioni, ricavato nell’ex capannone della ditta di Beccaglia, che un giorno, già malato, ha deciso di mettere a sedere a tavola di fronte l’uno all’altro vip pratesi e rappresentanti delle comunità immigrate. E fu un successo. Uno dei tanti. Come la mostra di De Maria, una delle ultime al Pecci e ancora visitabile, ricordata dal vescovo: «Non credo sia un caso che mentre la malattia progrediva - dice Simoni - è mentre la morte si avvicinava, Valdemaro abbia inaugurato una mostra bellissima di quadri dai colori entusiasmanti che danno gioia, quella di De Maria, dal titolo esplicativo “I mei dipinti si inchinano a Dio” come ora Valdemaro - conclude Simoni - si inchina a Lui e a Lui consegna il bilancio in positivo della sua vita». Che resterà scolpita. E’ Greta a dirlo, sua figlia: «Ti ricordi papà? Cantavi la canzone di Vasco “Sono ancora qui”e qui con noi resterai sempre».

Cristina Orsini

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