La protesta
«Se non stai ferma ti lego» Anziana accusa la badante
PRATO «Se non stai ferma e zitta ti lego a questo letto». Questa minaccia, secondo la querela presentata da una donna di 86 anni nel frattempo deceduta, sarebbe stata fatta da una badante romena di...
PRATO
«Se non stai ferma e zitta ti lego a questo letto». Questa minaccia, secondo la querela presentata da una donna di 86 anni nel frattempo deceduta, sarebbe stata fatta da una badante romena di 47 anni a cui era stata affidata la custodia dell’anziana.
Luminita Ribu, la badante, probabilmente non sa nemmeno di essere sotto processo e quasi certamente è tornata nel suo paese, ma in Italia deve rispondere delle accuse di lesioni e violenza privata per un episodio che sarebbe accaduto nel giugno del 2008.
In quel periodo la badante romena era stata assunta dai figli di Maria Tallarico in sostituzione di un’altra badante, ma dopo pochi giorni di permanenza nella casa la pensionata pratese chiamò i figli raccontando di essere stata trattata male e minacciata dalla romena. L’anziana disse di essere stata strattonata, colpita più volte a una spalla e spinta sul letto. La badante, secondo il suo racconto, l’avrebbe anche minacciata di legarla se non stava zitta e buona.
Dal suo racconto è scaturita una querela che ha dato origine al processo. Nel frattempo Luminita Ribu, difesa da Ermelinda Mele, è di fatto irreperibile (tutti gli atti sono stati notificati al suo difensore) ma il processo va avanti. Ieri è stato ascoltato uno dei due figli della pensionata, nel frattempo deceduta, che ha riferito di come la madre avesse un disturbo cognitivo all’epoca dei fatti, ma che comunque appariva lucida.
L’accusa può contare su un referto del pronto soccorso che attesta lividi sulla spalla dell’anziana, guaribili in 7 giorni. La difesa, in assenza di una vera e propria perizia medica, ribatte che quei lividi potevano risalire anche a qualche giorno prima. In ogni caso non ci sono testimoni diretti della presunta violenza e delle presunte minacce. La pensionata non può più testimoniare ed è stata acquisita agli atti la sua querela. Il processo è stato poi rinviato a marzo per la discussione.
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