Il dolore
Riorganizzazione «Noi della Cgil non facciamo sconti»
MONTEMURLO «Non scherziamo, la Cgil non fa sconti a nessuno e sulla riorganizzazione c'è stato un lungo e serrato confronto con la giunta». Massimo Rasile, il referente montemurlese della Funzione...
MONTEMURLO
«Non scherziamo, la Cgil non fa sconti a nessuno e sulla riorganizzazione c'è stato un lungo e serrato confronto con la giunta». Massimo Rasile, il referente montemurlese della Funzione Pubblica targata Cgil, rimanda al mittente le accuse di immobilismo mosse al sindacato da Aurelio Biscotti, capogruppo di “Rilanciare Montemurlo”. Che proprio ieri annunciava di voler approfondire la questione della riorganizzazione dei dipendenti comunali spiegando che spostando senza alcun criterio i dipendente da un ufficio all'altro il rischio è quello di ingolfare tutta la macchina comunale. Lapidario invece il Comune, come sempre quando si parla di riorganizzazione, che in una nota di tre righe fa sapere che «questi spostamenti sono avvenuti per necessità oggettive legate alla forzata carenza d'organico, nel pieno rispetto del contratto nazionale di lavoro». Un concetto che trova conferma nelle dichiarazioni della segreteria provinciale della funzione pubblica Cgil. «Sono le norme nazionali che impediscono e impediranno il turn over dei dipendenti e che quindi metteranno in ginocchio i Comuni come quello di Montemurlo - si legge nella nota - Noi non abbiamo condiviso tutte le scelte fatte sulla mobilità interna e abbiamo anche contestato il Comune, per poi chiedere di concordare la definizione dei criteri per gli spostamenti del personale. Siamo convinti infatti – si legge ancora nella nota – che se usato bene, la flessibilità sia uno strumento utile per migliorare l'efficienza della macchina comunale e per valorizzare le competenze del personale». Adesso manca solo che il Comune produca finalmente il piano di riorganizzazione annunciato tempo fa. Una richiesta che non proviene solo dal capogruppo di “Rilanciare Montemurlo”, ma anche dalla Cgil. «Il nostro obbiettivo è quello di difendere il servizio pubblico, non il suo smantellamento» conclude la nota del Cgil.
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