Il Tirreno

Prato

Concordato Fedora venduta una villa della famiglia Nardi

Ilenia Reali
Concordato Fedora venduta una villa della famiglia Nardi

E’ la casa di Schignano. Non era tra i beni dati in garanzia. Il commissario: «Un piccolo, ma importante, gesto»

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La villa l’aveva comprata Armando Nardi, padre di Piero e della sorella Carla Piera decine e decine di anni fa da un altro nome noto dell’imprenditoria pratese, il Calamai. Una villa, recintata da un grande muro e un grande cancello su cui è abbarbicato l’alloggio del casiere. Era la casa di Schignano, quella dove i fratelli Nardi, da ragazzini, facevano la villeggiatura. Una casa non monumentale ma costruita da un famoso architetto dei primi del Novecento che dette un tocco particolarmente interessante e lussuoso al giardino abbellito da giochi d’acqua e alla piscina.

Una casa poco sfruttata negli ultimi anni, non frequentata negli ultimi 15, che il 30 dicembre è stata venduta per alcune centinaia di migliaia di euro. Un pezzo dell’album dei ricordi dei Nardi finito a rimpinguare le casse vuote del concordato del Gruppo Fedora.

Un immobile dei fratelli Nardi e non inserito tra i beni dell’immobiliare Arna, la società di famiglia che garantisce il concordato del lanificio Fedora per svariati milioni di euro. Lo stato passivo del concordato del resto, diviso tra oltre 200 creditori, è ancora elevato. «L’inserimento di questo immobile nel concordato - conferma il commissario concordatario Paolo Bastia - non er a automatico in quanto fuori dai beni dati in garanzia. Si tratta quindi di un gesto della disponibilità della famiglia Nardi di far fronte ai propri impegni non appena ci sarà la disponibilità».

Una boccata d’ossigeno nelle casse del concordato del Fedora che non sta rispettando i tempi fissati all’atto della presentazione. Del resto, tra la presentazione del concordato del Gruppo e oggi, a causa della forte crisi del mercato immobiliare e del distretto tessile, si sono registrate enormi difficoltà a vendere gli immobili del gruppo industriale e quindi non si è riusciti a pagare i creditori. Il rischio potrebbe essere il fallimento del Gruppo se non si riconoscessero ai Nardi le difficoltà oggettive a vendere. «Non possiamo tenere conto delle difficoltà del mercato a vendere gli immobili - aggiunge il commissario - e del resto sufficiente dover vendere un appartamento per capire che i tempi e le probabilità di trovare un acquirente sono cambiati notevolmente rispetto a due anni fa. Per quel che riguarda Fedora mi risulta che il professionista incaricato dai Nardi abbia trattative in atto anche per immobili industriali. E questo fa ben sperare. Senza contare, cosa ben più importante, che la famiglia sta valutando con i propri professionisti la possibilità di variare la composizione delle garanzie. Una situazione complessiva che rende il concordato ancora oggi il male minore per i creditori».

Creditori che quindi dovranno aspettare ancora ma che, a differenza di qualche settimana fa, hanno la speranza che altre risorsie arrivino in mano al commissario. «Ancora non so come e quando - conclude Bastia - ma non stiamo assolutamente facendo cassa e, una volta conteggiate tutte le spese, quello che c’è verrà diviso in base ai privilegi dei creditori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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