Sicurezza
«Aumento delle assicurazioni per poter pagare le imprese»
L’aliquota Rc auto della Provincia passa dal 12,5 al 16%, il livello più alto in Toscana ed è polemica Beltrame: «Rischiavamo la paralisi degli investimenti e i tagli dei servizi che sono il 72% della spesa»
di Barbara Burzi
PRATO
Tagli ai servizi. Quelli essenziali che toccano da vicino la vita quotidiana dei cittadini: istruzione, manutenzione stradale e degli edifici scolastici, politiche sociali, lavori pubblici, tutela ambientale.
E’ questo lo scenario più probabile che , in base a quanto riferisce l’assessore provinciale al bilancio Alessio Beltrame, si sarebbe presentato agli occhi dei pratesi se l’ente non fosse intervenuto con una manovra finanziaria che ha fatto salire l’aliquota sulla Rc auto da 12, 5% a 16%.
Praticamente la più alta della Toscana insieme alle Province di Arezzo, Pisa, Massa e Lucca. L’assessore si difende così di fronte alla polemica che si è inevitabilmente accesa in città in seguito all’aumento dell’addizionale sulle assicurazioni Rc auto.
Paralisi
«Non abbiamo potuto fare altrimenti – spiega Beltrame - l’alternativa era la paralisi degli investimenti e dei pagamenti alle imprese che lavorano per l’ente e che rappresentano il sostegno per tante famiglie».
Su questa scelta, infatti, hanno pesato molto i vincoli del patto di stabilità sul fronte dei pagamenti; oltre ai vari provvedimenti governativi compreso il decreto Salva Italia. E in gioco ci sono interventi importanti che agendo diversamente sarebbero rimasti bloccati: quelli sulle scuole (950 mila euro, di cui 350mila di manutenzione straordinaria e 600mila per l’ampliamento del Dagomari); sulle strade (550mila euro); e su ambiente ed energia (circa 1 milione e 100mila euro per la messa in sicurezza del reticolo idraulico, il progetto di Fabbriche di energia e il sostegno ai lavori per la realizzazione delle fognature separate civile e industriale).
«Siamo stati costretti a farlo per non tagliare risorse per beni e servizi, che raggiungono circa il 72% della spesa corrente – continua Beltrame - con quest’intervento, invece, contiamo di rendere disponibili per investimenti sul territorio circa 2 milioni e 600 mila euro».
Quanto ai ritocchi sugli altri tributi provinciali, l’assessore fa notare che la Provincia di Prato resta quella con i prelievi più bassi se si considera l’imposta sulla trascrizione (Ipt), l’addizionale Enel e la Tia.
Sociale
Meno tagli, più investimenti. Quelli più a rischio sono gli investimenti sul sociale. Una voce di costo che nel bilancio appare già piuttosto bassa rispetto ai fabbisogni della popolazione. «Le risorse destinate alle politiche sociali e giovanili - precisa l’assessore competente Loredana Ferrara – nel 2011 erano 90mila euro ripartiti tra le diverse deleghe. Auspico che a quest’aumento, che è stato doloroso, ma necessario per mantenere in piedi certi investimenti, segua una maggiore sensibilità nei confronti delle politiche sociali dove in questo momento c’è bisogno di fare di più».
L’assessore Ferrara non esita a entrare più nel dettaglio: «Va potenziato il sostegno all’Emporio della Caritas – precisa - visto l’affacciarsi delle nuove fasce di povertà che hanno portato nuovi soggetti a rivolgersi al supermercato della solidarietà. Un tema da affrontare a parte insieme al Comune, è quello del dormitorio pubblico, dove sempre più persone chiedono accoglienza. Per rispondere a questa emergenza proporremo di utilizzare alcuni locali della Misericordia, una parte dei quali da allestire ad uso di dormitorio; e un’altra, da dividere in stanze per offrire alloggi a prezzi agevolati a padri e madri di famiglia separati che si trovano in difficoltà e non sono più in condizioni di pagarsi un affitto».
Le reazioni
Da parte sua, la capogruppo del Pdl in consiglio provinciale Cristina Attucci interviene esortando il presidente Lamberto Gestri al coraggio, cioè «il coraggio di tagliare tutte le spese inutili – dice – cosa che in questi anni non è stata ancora fatta, in altre parole la capacità di gestire la Provincia con le risorse di disponibili senza andare a chiedere ulteriori sacrifici ai pratesi che già ne dovranno fare molti».
Emiliano Citarella, capogruppo provinciale del Pd difende l’operato del presidente sottolineando che «l’aumento dell’addizionale sulla Rc auto era il solo modo per evitare la paralisi degli investimenti, e dei pagamenti alle imprese che lavorano per l’ente e che rappresentano il sostegno per tante famiglie».
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