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Sfiducia al sindaco, Pd e Idv hanno presentato la mozione

PRATO Pd e Idv hanno depositato ieri la mozione di sfiducia al sindaco Roberto Cenni. Dopo due rinvii delle sedute del consiglio comunale, dopo che lo stesso sindaco in tv ha detto che dei suoi guai...

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Pd e Idv hanno depositato ieri la mozione di sfiducia al sindaco Roberto Cenni. Dopo due rinvii delle sedute del consiglio comunale, dopo che lo stesso sindaco in tv ha detto che dei suoi guai giudiziari con l’azienda mai e poi mai avrebbe riferito in aula, eccolo, come annunciato, il cazzotto nello stomaco di metà legislatura, sferrato dalle opposizioni (Pd e Idv, 16 consiglieri in tutto i due quinti del consiglio come prevede il regolamento) che va a segno in un momento delicato per il partito di maggioranza relativa ( Pdl) alle prese con le fratture e le fibrillazioni congressuali.

Una mazzata perché nella storia amministrativa di Prato non si ha memoria di un’altra mozione di sfiducia a sindaci, perché nella storia italiana i casi simili si contano sulle dita di una mano. «La mozione - ha spiegato il capogruppo Pd in consiglio Massimo Carlesi - è un atto di natura politica che viene dopo un periodo di attesa più che congruo e che non chiede conto, né mai è stata nostra intenzione, di un’indagine in corso. Ciò che noi vogliamo è fare uscire la città - ha proseguito - da una fase di immobilità che rischia di affondare definitivamente una realtà già molto in difficoltà».

Di conflitti di immagini, di funzioni e di interessi ha parlato Aurelio Donzella, capogruppo Idv che ha anche aggiunto «al sindaco auguriamo il proscioglimento, ma se le cose dovessero andare diversamente - ha aggiunto - gli esponenti della maggioranza che voteranno contro la sfiducia dovranno assumersi tutte le responsabilità di averlo appoggiato».

Presente anche la segretaria Pd Ilaria Bugetti che ha affermato che «è finita l’epoca degli imprenditori in politica. La gente chiede onestà, trasparenze e rigore. Per questo da ora in poi sarà il centrosinistra ad avviare confronti sui temi della città per arrivare a una visione che garantisca un futuro a Prato ». Salvo Ardita, segretario Idv ha bocciato senza appello Cenni: «il suo fare politica - ha detto - danneggia la coesione sociale e l’immagine della città». Immediata la reazione del coordinatore Pdl Riccardo Mazzoni che ha parlato di un « irresponsabile atto di sciacallaggio politico» di «giochi di palazzo sgangherati che il consiglio comunale respingerà». Per Alberto Magnolsi si tratta di «smania giustizialista». Ovvio che sulla sfiducia contino i numeri che vedono l’opposizione a 16 e la maggioranza a 24 (senza Cenni). Unica variabile Fli (2 consiglieri). «Non scartiamo la possibilità di votare la sfiducia - ha spiegato il capogruppo Federico Lo Russo - ma dovremmo avviare una riflessione a livello regionale».

Cristina Orsini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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