Il dolore
Accusato di omicidio, torna in libertà
Annullata l’ordinanza per Ascione: un pentito lo accusava di aver ordinato l’uccisione di Cozzolino
PRATO
E’ tornato in libertà uno degli otto campani arrestati l’anno scorso con l’accusa di aver avuto un ruolo nell’unico omicidio di camorra pianificato in Toscana. Si tratta di Gerardo Ascione, 50 anni, fratello di quel Vincenzo Ascione che nel 2000 fu arrestato con l’accusa di aver ordinato l’omicidio di Ciro Cozzolino, freddato a colpi di pistola a Montemurlo il 4 maggio del 1999. Gerardo Ascione era sfuggito all’arresto nel febbraio dell’anno scorso quando le squadre mobili di Prato e Firenze misero le manette ad altri sette sospettati di aver pianificato l’omicidio Cozzolino, tra cui Giovanni Birra, capo dell’omonimo clan di Ercolano. A far scattere gli arresti era stato il pentimento del presunto killer, un uomo di 34 anni che si è autoaccusato dell’omicidio e ha chiamato in causa gli altri. Gerardo Ascione, ora difeso da Antonino Denaro, fu arrestato un paio di mesi dopo a Boscoreale (Napoli) dove si era rifugiato a casa di una donna. L’avvocato Denaro ha fatto istanza prima al Tribunale del riesame e poi è arrivato in Cassazione, ottenendo l’annullamento dell’ordinanza di custodia per la mancanza dei gravi indizi di colpevolezza. Quasi tutti gli altri arrestati rimangono in carcere, anche per altri motivi. Nei prossimi giorni si terrà l’udienza preliminare. Nel corso delle indagini era emersa la presenza di Emanuele Bagnati (vedi sopra) a Montemurlo nei giorni dell’omicidio.
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