Il dolore
Sori, stangata Imu da oltre 70 milioni
Ma al Comune, tra tagli e restituzioni, resterà meno della metà. Ballerini: «Sarà solo il criterio dell’equità a guidarci»
di Cristina Orsini
PRATO
Nel grande caos della nuova Imu (ex Ici), di una cosa è certo l’assessore comunale al Bilancio Adriano Ballerini: «Che sarà l’equità a guidarci e siccome ognuno di noi amministratori vorrà dormire la notte, troveremo il modo di non appesantire ulteriormente le fasce deboli della popolazione».
Eppure i conti restano complicati. Sori, la partecipata alla quale immediatamente dopo l’entrata in vigore del cosiddetto decreto “Salva Italia” il Comune ha commissionato alcune simulazioni sugli importi Imu su immobili abitativi e non (applicando le aliquote base : il 4 per mille sulla prima casa, il 7,60 per mille su tutto ciò che non è prima casa) ha già pronte le tabelle: «Ma si tratta - spiega Ballerini - di valori puramente indicativi visto che il Comune non ha ancora deciso che aliquote applicare, che dovrà essere il consiglio comunale ad approvarle e che gli elaborati sono stati richiesti per capire, sulla base delle nuove tasse e su quanto lo Stato ridava ai Comuni di trasferimenti sostitutivi una volta levata l’Ici sulla prima casa, quanto sarebbe entrato in cassa». Un dato fondamentale anche per individuare quale aliquota applicare e le diverse modulazioni. È a questo punto che qualche conto è necessario farlo con l’aiuto degli elaborati Sori. «Il dato che emerge - spiega il presidente Giovanni Luchetti - applicando le aliquote standard su prime case e gli altri fabbricati è clamoroso. Perché il montante complessivo Ici al 2011 senza i circa tredici milioni delle prima casa, era di circa 32 milioni di euro, il montante complessivo della futura Imu a Prato salirà a poco meno di 73 milioni di euro con un balzo in avanti - conclude Luchetti - 40 milioni di euro».
Cifre da capogiro che ricadranno sui contribuenti. Anche per questo l’assessore al Bilancio procederà con la massima cautela «proprio per non ingenerare - spiega - timori eccessivi che poi si stempereranno o false speranze. Sulle abitazioni non prima casa, per esempio, sarà necessario fare una serie di valutazioni tra quelle affittate e quelle tenute invece senza locatario, tra gli immobili usati come case di vacanze e quelli inagibili». Nessuno creda però che i 73 milioni che sulla carta il Comune potrebbe riscuotere resteranno nella casse del Palazzo. Incasso certo sarà l’Imu sulla prima casa (15 milioni circa con aliquota-base del 4 per mille e rivalutazione degli estimi al 60%) su tutti gli altri fabbricati: seconde case, terze case, immobili commerciali, artigianali, industriali che vanno con l’aliquota base del 7,60 per mille, il 50 per cento degli introiti dovrà tornare allo Stato. Quindi al Comune resterà le metà dei quasi 58 milioni dell’Imu sugli altri fabbricati, ovvero 29 milioni di euro, che sommati ai 15 sulla prima casa danno 44 milioni. A questo punto c’è da fare il calcolo - ancora molto incerto - sui tagli ai trasferimenti dello Stato. Tra la “mazzata” Tremonti per il 2012 che ha tolto a Prato 6 milioni e quella a venire del governo Monti che potrebbe tagliare - la cifra è ancora incerta - altri 5 milioni al bilancio comunale, l’asticella del segno meno arriverebbe a 11 milioni. Che sottratti ai 44 di Imu darebbero come risultato 33 milioni , più o meno l’introito delle vecchia Ici. «Da tutta questa partita - conclude l’assessore - il Comune potrebbe introitare forse 700mila euro in più». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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