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Prato

Caschi e mascherine questi due sconosciuti

Caschi e mascherine questi due sconosciuti

Nei cantieri edili le norme di sicurezza sembrano essere un optional operai lavorano senza protezioni anche a diversi metri d’altezza

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di Barbara Burzi

PRATO

Un uomo che sale sul tetto dell’impalcatura, un altro scende giù per scaricare e caricare materiale: gente che lavora. Ma le immagini di queste persone che scorrono una dopo l’altra davanti agli occhi di tutti, rivelano operai senza casco e senza le necessarie misure antinfortunistiche, mentre sono impegnati alla costruzione di un edificio su ponteggi alti più di cinque metri. Quota oltre la quale il livello di guardia tra gli addetti ai lavori dovrebbe alzarsi, poiché cadendo da quell’altezza il rischio di rimetterci la vita aumenta.

Cadute? Dall’alto

Anche a Prato, infatti, sono le cadute dall’alto la causa principale di morte sui cantieri edili: due su tre incidenti mortali avvenuti nel corso del 2011 si sono verificati proprio per questo motivo. E malgrado la crisi abbia contribuito a diradare i ritmi di lavoro (serrati negli anni del boom della riconversione dei capannoni industriali in edifici residenziali e direzionali) gli infortuni nell’edilizia sono sempre in agguato. E’ stato sufficiente andare un po’ in giro per cantieri per rendersi conto di quanto ancora oggi sia rischioso fare il mestiere del muratore o del carpentiere. Operai edili a lavoro senza casco sotto le gru in movimento, o sui cantieri stradali senza la mascherina omologata che si indossa per non respirare sostanze dannose alla salute, sono le violazioni più frequenti. Colpa di un malcostume diffuso o di una cultura della sicurezza che su certi luoghi di lavoro non ha attecchito. Eppure, le norme esistono così come l’obbligo di rispettarle che viene costantemente monitorato attraverso i controlli. Per i tecnici della medicina del lavoro «c’è bisogno di fare di più».

Casco, un optional

Evidentemente non pensa che possa salvargli la vita, l’edile che ha accettato di salire su un’impalcatura dell’edificio in costruzione in via Genova senza casco e alcun tipo di protezione. Non ne hanno nemmeno i colleghi muratori che stanno caricando il cestello della gru di materiali. Rimangono sotto mentre la gru inizia a girare sopra di loro sollevando in aria il cestello carico. Sta lavorando a testa scoperta anche il muratore impegnato a montare i parapetti del ponteggio della palazzina in costruzione nei pressi di via Valdingole e Fossetto. Più in alto, sul livello superiore dell’impalcatura, gli operai indossano un capellino di lana per coprirsi dal freddo, ma di dispositivi di protezione individuale nemmeno l’ombra. Aspettano i massetti in cemento che la gru solleva sopra i colleghi che stanno giù, a terra, anche senza pettorina catarifrangente. Mentre un addetto è intento allo scarico carico dei materiali dal camion. Da un’altra parte della città, il copione si ripete nel cantiere degli alloggi di edilizia popolare in costruzione, sempre in zona Galciana. Qui gli operai a lavoro sono pochi, ma quasi tutti al livello più alto della costruzione. Uno di loro è accucciato sul ponte a un piano intermedio e non ha casco in testa, né imbracatura nonostante stia lavorando ad alta quota.

Piccoli lavori ad alto rischio

Girando per la città oltre ai cantieri si notano diverse installazioni di ponteggi per il rifacimento di facciate condominiali o ristrutturazioni. Il piccolo committente tenuto a vigilare sui sistemi anti-infortunistici adottati da parte del piccolo artigiano che esegue il lavoro, non sempre lo fa. Ecco come si spiega la presenza di due operai addetti all’imbiancatura di una facciata di una casa in via Filzi privi di qualsiasi dispositivo di protezione individuale, nonostante gli imbianchini siano tra gli utilizzatori di ponteggi, quelli con il più alto rischio di infortuni. E chissà poi se quel ponteggio, dotato di rete di protezione e parapetti, è completo e se le strutture metalliche sono controllate ogni giorno.

Mascherine sconosciute

Due operai in via Cavour manovrano una macchina per il rifacimento delle strisce. La segnaletica orizzontale in quel punto ha bisogno di una nuova passata di vernice. Eppure, nonostante l’esposizione ai vapori delle vernici entrambi non indossano la mascherina, ma soltanto la pettorina catarifrangente. Per non parlare degli occhiali di sicurezza per proteggersi da eventuali schizzi: i due colleghi non li indossano. Proseguendo il giro si nota che nel cantiere stradale sulla tangenziale un gruppetto di lavoratori cammina lungo il bordo della carreggiata senza pettorina di riconoscibilità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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