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Prato

La fattoria invade il centro

La fattoria invade il centro

Protesta di agricoltori e ambientalisti contro lo sfratto che il Comune ha dato a Giuliana Giuliani

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di Maria Lardara

PRATO

C'era una volta un sindaco che, nell'estate 2009, lanciò l'idea di affidare ai cassintegrati pratesi i terreni agricoli della città. Braccia donate all'agricoltura per dare una boccata d'ossigeno all'occupazione. Chi l'avrebbe detto che, a distanza di due anni e mezzo da quella "provocazione" di Cenni, un nutrito drappello di agricoltori pratesi, con al seguito trattori, cavalli, mucche e cani, si sarebbero ritrovati alle porte del centro storico per gridare "Basta il cemento, vogliamo il frumento" oppure "Mura mura non c'è più verdura"?.

E' successo ieri mattina quando dal parcheggio di via Martini hanno sfilato circa 500 uomini, donne e bambini muniti di zappa per sostenere la causa di Giuliana Giuliani, la veterinaria "sfrattata" dalla colonica di Capezzana di proprietà del Comune (riceverà una nuova visita dell'ufficiale giudiziario a febbraio), lì con un contratto di mezzadria risalente agli anni Sessanta.

Nel frattempo la signora Giuliani è diventata emblema della lotta contro il consumo di suolo per fini edificatori. Nel caso del podere di via Sotto l'Organo, quasi duecento appartamenti al posto di 9 ettari adibiti alla semina di grano Verna (da cui si ricava il pane di filiera corta pratese in vendita da Fogacci).

Tante le associazioni dell'universo ambientalista che hanno dato l'adesione alla manifestazione, da Legambiente all'associazione Parco Agricolo, dai Gas a Slow Food, da Italia Nostra a Venti di terra, fino a rappresentanti del mondo dei comitati. Cartolina di una Prato quasi surreale in una domenica mattina molto colorata mentre tanti pratesi a passeggio si godevano tiepidi raggi di sole, con mucche, trattori e cavalli a ridosso delle mura medievali a sottolineare che esiste un altro pezzo di città che vive di agricoltura. Il momento più commovente è stato quando, dalla scalinata del castello dell'Imperatore, la piccola Giulia Paulli della terza A della primaria Borgonuovo ha letto una lettera indirizzata al sindaco Cenni. Con lei, una cinquantina di alunni delle elementari Gandhi e Borgonuovo a San Paolo accompagnati dai loro genitori: tutti portavano nel cuore l'esperienza della fattoria didattica di Capezzana. Quelle visite scolastiche molto istruttive, a contatto con la mucca Fabia (di razza Calvana) e i cavalli, che non torneranno più. «Signor sindaco, scriviamo a nome di tutti gli alunni di questa scuola perché abbiamo saputo che presto verrà chiusa la fattoria di Capezzana e per questo siamo molto dispiaciuti. Per due anni, in prima e in seconda, siamo andati a visitare la fattoria e i suoi animali. Giuliana ci ha dato tante informazioni scientifiche e ci ha interessato raccontandoci la storia della mucca Fabia, della cavalla Penny e del cane Bianca. Per tutti questi motivi - così i bimbi concludono la lettera - chiediamo di mantenere questa fattoria».

Contenta per la solidarietà Giuliana Giuliani: «Questa è una manifestazione che muove dal particolare per arrivare al generale: l'agricoltura a Prato è sempre stata il fanalino di coda. Le mani di questa gente sono callose e indurite dal freddo, sono mani oneste: la città di Prato valorizzi il loro lavoro». «Il problema dell'accesso alla terra - sottolinea l'architetto David Fanfani, presidente dell'associazione Parco Agricolo - è molto diffuso: invece di vendere queste aree la politica dovrebbe trovare il modo per mantenerle e garantirle. Il territorio non è un bene riproducibile». E dell'associazione Parco Agricolo fa parte anche la Circoscrizione Sud, presente ieri mattina con la sua presidente Luisa Peris: «In questo momento di discussione del Piano strutturale, teniamo presente il ruolo chiave che può giocare Prato sul piano dello sviluppo dell'agricoltura sostenibile e di qualità». Cristina Cozzi, pioniera dei Gas a Prato, ha distribuito a tutti sacchettini di terra "rara" proveniente dal podere Giuliani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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