Il Tirreno

Prato

Stipendi e Tfr non pagati lanificio davanti al giudice

Stipendi e Tfr non pagati lanificio davanti al giudice

Una dipendente del Gruppo Flowers ha chiamato in causa il committente Domani prima udienza in Tribunale. Attesa sull’esito della vertenza

2 MINUTI DI LETTURA





di Ilenia Reali

PRATO

Il caso è di quelli destinati a far discutere. Qualunque sarà l’esito. Domani mattina davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Prato un’operaia del Gruppo Flowers chiederà il pagamento di parte dei salari e del Tfr a una terza azienda, la Milior. Il tentativo sarà quello di dimostrare che l’azienda dell’imprenditore Franco Miliotti dando le pezze da controllare all’azienda del gruppo Flowers, ora fallita, era in tutto e per tutto un committente e quindi, per la responsabilità solidale prevista dalla legge Biagi,obbligata a pagare al posto del Gruppo Flowers le cui società nel frattempo sono fallite.

Una questione che, se apparentemente può sembrare solo una vicenda squisitamente giuridica, in realtà può cambiare radicalmente i rapporti interni alla filiera tessile. Tradotto: se il giudice riterrà che la “rammendina” dovrà essere pagata dal lanificio, riconoscerà che chi dà il lavoro ai terzisti (anche se si parla di stoffe e non di costruzioni) sarà responsabile del pagamento di salari e contributi non saldati dal diretto datore di lavoro.

Un dibattito che nel distretto va avanti da tempo: da una parte alcuni terzisti e il sindacato che ritengono la responsabilità solidale un crocevia da cui non si può prescindere per ripristinare all’interno del distretto una concorrenza leale tra aziende, dall’altra i titolari di molti lanifici che non ritengono giusto di doversi far carico di debiti altrui una volta saldate le fatture.

Se il committente dovrà farsi carico di eventuali inadempienze di un suo terzista dovrò stare attento a come si comporta e quindi pagarlo tariffe adeguate a coprire almeno i costi aziendali. Un comportamento che eliminerà dalle varie fasi della filiera il paradosso per cui imprenditori a capo di aziende vicine alla cessazione sfilano ordini, a prezzi bassi, ai propri concorrenti in regola con tutti i pagamenti.

Domani mattina questa spinosa vicenda rimasta fino ad oggi all’interno delle discussioni degli addetti ai lavori approda in Tribunale per volontà dell’ufficio vertenze della Cgil e del suo responsabile Giovanni Piras con l’assistenza dell’avvocato pratese Alessandro Gattai. «E’ la prima volta - spiega l’avvocato - almeno a Prato che si chiede a un soggetto non obbligato direttamente il pagamento di un debito altrui in virtù di una normativa. Situazione frequente nell’edilizia ma nuova nel tessile».

Attenzione massima anche nel quartier generale dell’Unione industriale pratese dove, mesi fa, si è invitato i propri lanifici associati a chiedere il durc, il documento di regolarità contributiva, ai terzisti onde evitare ulteriori situazioni di questo tipo.

«Domani - conclude Gattai - sarà la prima udienza - e si prevede non ci sarà alcuna decisione in merito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web