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Pizza “made in Prato” a chilometri zero

Pizza “made in Prato” a chilometri zero

In via Magnolfi, nel salotto buono della città, ha aperto “Cibino” negozio col pallino del biologico

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PRATO

Non più solo Margherita o Quattro Stagioni, ma anche e soprattutto pizza… a chilometro zero, buona da gustare e salutare negli ingredienti utilizzati.

Perché predilige materie prime locali, reperibili nell’arco di 40 chilometri, e sposa la filosofia di filiera corta anche per il consumo di fast food e take away.

E la differenza tra trancio di pizza a taglio “made in Prato”, o comunque “made in Tuscany”, tutta a lievitazione naturale e con la pasta madre del panificio Fogacci di via Pistoiese, rispetto al gusto di una pizza standard si sente: per questo Desy Puggelli ha voluto aprire un negozio diverso dal solito nel salotto buono della città (è aperto da due giorni).

E lo ha ribattezzato con un nome che non poteva essere più appropriato: “Cibino”. La location scelta è in via Magnolfi 32, nella galleria San Giorgio dove già sorgeva una pizzeria a taglio.

La titolare, con il pallino per il bio (qui anche le bibite sono biologiche) e per le produzioni del territorio (tanto che prima di lanciarsi nella nuova avventura professionale ha chiesto l’elenco dei produttori agricoli pratesi all’associazione Parco agricolo di Prato), non si fermerà certo alla pizza. Le sue parole d’ordine sono qualità, tracciabilità, sicurezza alimentare e giusto prezzo.

E se non tutto sarà reperibile nell’arco dei 40 km (in questo periodo la passata di pomodoro locale è fuori stagione, ad esempio), si ricorre ai presidi Slow Food.

«Cibino acquista solo materie prime certificate, promuove gli sforzi dei prodotti locali con una proposta gastronomica attenta alla stagionalità delle materie prime», precisa Desy.

E la pizza è solo l’inizio. Per una pausa di pranzo veloce che stuzzichi l’appetito, largo a torte salate, wraps di carne, verdure e seitan, insalate, centrifughe di frutta e verdura. Tutto rigorosamente a chilometro zero.

La filosofia che ha ispirato la scelta imprenditoriale di Desy è chiara.

«Per ridurre l’ansia e l’incertezza della nostra epoca, occorre ritornare ad avere fiducia e riavvicinarsi al nostro territorio, ai prodotti della nostra terra. Utilizzando i prodotti della filiera corta, si ottengono vantaggi anche per l’ambiente abbattendo l’inquinamento e i costi di trasporto delle materie prime. La nostra proposta è un take away che utilizzi prodotti a chilometro zero, e, laddove è possibile, biologici e a prezzi comunque accessibili».

Maria Lardara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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