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Prato

«Ho versato l’acconto e il negoziante è sparito»

«Ho versato l’acconto e il negoziante è sparito»

La disavventura di una donna che aveva acquistato complementi per la cucina Al telefono indicato su un cartello non risponde nessuno: denuncia alla Finanza

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PRATO

Il 15 novembre scorso la signora L. entrò nel negozio Moda in casa, in via Marco Roncioni 59. La signora doveva acquistare due complementi per la sua cucina. La scelta era caduta sul negozio perché vendeva le cucine della medesima marca di quella di L. La donna acquistò due oggetti per un valore complessivo di 350 euro; poiché i prodotti dovevano essere ordinati, le fu chiesto di lasciare un acconto di 100 euro. Tempi di consegna, 3-4 settimane. Le settimane passavano ma dei due pezzi, nessuna notizia. A metà dicembre ha cominciatop a telefonare in negozio ma nessuno rispondeva, a quel punto la signora è andata personalmente a Moda in casa per capire i tempi di consegna ma con grande sorpresa ha trovato il negozio chiuso con un foglio fissato al vetro: chiuso per inventario. La settimana dopo è nuovamente tornata in via Roncioni, ma questa volta il cartello era cambiato: chiuso per trasferimento, ed erano indicati un numero di telefono e un indirizzo di posta elettronica. L. ha chiamato subito e ripetutamente quel cellulare senza ottenere risposta perché spento, poi ha scritto, inutilmente, all’indirizzo di posta elettronica indicato. A quel punto ha avvertito la fastidiosa sensazione di essere stata truffata. Così ha cominciato a porre domande nei pressi del negozio e ha scoperto di non essere la sola ad essere stata truffata: una coppia aveva ordinato un’intera cucina lasciando un acconto del 30%. Tutto i fumo. A quel punto la signora L. si è recata alla guardia di finanza a denunciare l’accaduto, poi ha telefonato all’azienda produttrice della sua cucina spiegando la vicenda in cui, suo malgrado, si era venuta a trovare. “Sono stati molto cortesi – spiega la donna – mi hanno detto che sapevano già tutto e che presto interverrà un loro agente di zona”.

«Capisco la difficoltà economica di questo periodo e so che essere proprietari di un esercizio commerciale deve essere particolarmente difficile - aggiunge la nostra lettrice - ma approfittarsi dell’onestà degli altri non ha scusanti».

Ora la vicenda, per quanto riguarda gli eventuali reati commessi dalle titolari del negozio di via Roncioni, è in mano alla guardia di finanza, che farà accertamenti sia sul caso segnalato dalla nostra lettrice che da altre persone.

Per quanto riguarda invece la fornitura della merce per la quale la donna ha già versato un acconto, sarà l’azienda produttrice dei mobili a fronteggiare gli impegni presi dal negoziante. Almeno questa è la promessa fatta al telefono alla cliente che ha pagato senza ricevere la merce.

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