Proteste
In strada per salvare le aree agricole
PRATO L'agricoltura, settore sempre più invisibile nell'economia e nella vita cittadina, torna protagonista per un giorno: domani alle 11 un corteo partirà dal parcheggio di via Arcivescovo Martini,...
PRATO
L'agricoltura, settore sempre più invisibile nell'economia e nella vita cittadina, torna protagonista per un giorno: domani alle 11 un corteo partirà dal parcheggio di via Arcivescovo Martini, e si snoderà per viale Piave, via S.Giovanni e via della Fortezza; un corteo composto da trattori, agricoltori e animali domestici: ci saranno più di dieci cavalli, un bovino di razza Calvana, animali da cortile e, forse, qualche capra.
La manifestazione, promossa fra gli altri da Legambiente, i Gas, Associazione Parco Agricolo Prato, Coldiretti, Cia, Terra Rara e l'azienda agricola di Capezzana, in difesa dei terreni agricoli prospicienti le aree urbane e contrastare la crescente urbanizzazione e le scelte politiche che sottraggono terreni all'agricoltura e le politiche economiche che decidono i prezzi della produzione, oltre che promuovere in città i prodotti del territorio e permettere un reddito adeguato alle famiglie impiegate in agricoltura.
«Le zone agricole vicine alle aree urbane sono strategiche - spiega il presidente dell'Associazione Parco agricolo David Fanfani -, contribuiscono alla stabilità dell'ambiente e dell'ecosistema, sono aree in cui resiste la filiera corta e producono alimenti sicuri e tracciabili». Il caso paradigmatico che ha portato alla dimostrazione è quello della Fattoria di Capezzana, che la famiglia di Giuliana Giuliani porta avanti da più di mezzo secolo finché, nel gennaio scorso, un ufficiale giudiziario non si è presentato alla sua porta chiedendo di rilasciare lo stabile seduta stante: «E' uno sfratto vero e proprio - spiega Giuliani - si sono fermati solo perché abbiamo animali di grossa taglia che devono trovare sistemazione, fatto quello torneranno, anche se i nostri legali ci stanno seguendo. La zona ovest di Prato è sottoposta a una pessima gestione idrogeologica, basti pensare quello che è successo al Calice». La fattoria, che svolge anche la funzione di fattoria didattica per le scuole ed ha iniziato la produzione a filiera corta del pane Verna, venduto dal panificio Fogacci di via Pistoiese, ha visto via via ridotti i suoi 19 ettari a 9, requisiti dal Comune per la costruzione di edifici e infrastrutture.(v.c.)
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