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Prato

In quella “baracca” dove il teatro è diventato impegno civile

In quella “baracca” dove il teatro è diventato impegno civile

Fondato diciotto anni fa da Maila Ermini a Casale, propone anche spettacoli per ragazzi L’attrice: «La prosa si vende sicuramente di più ma nonostante le difficoltà, non mi pento della scelta»

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di Miriam Monteleone

PRATO

A vederlo da fuori sembra una baracca di legno. Eppure in quelle quattro mura in via Frosini a Casale - da quasi vent’anni - il teatro la Baracca di Maila Ermini porta avanti le sue attività teatrali. E’ un piccolo spazio indipendente, per qualcuno il “teatro scomodo” di Prato, dove sono andati in scena in questi anni spettacoli d’impegno civile e indagini su scandali della storia pratese come quello dei Celestini e dei Concubini. Senza tralasciare la battaglia per il sito archeologico di Gonfienti, di cui Maila Ermini è stata capofila. Maila è la fondatrice e la direttrice artistica dello spazio. Da anni come interprete, drammaturga e regista firma le produzioni del teatro La Baracca. Oltre agli spettacoli di narrazione, il cartellone ospita anche una stagione dedicata ai ragazzi. «Il teatro La Baracca l’ho fondato nel 1993- racconta Maila Ermini. Era una vecchia baracca di contadini, che aveva mio padre e che era destinata ad essere buttata giù. Così l’ho acquistata io e l’ho ristrutturata per ricavarci un teatro. Allora insegnavo e facevo la traduttrice. Poi il teatro mi ha assorbito completamente, diventando la mia prima occupazione».

«Per i primi dieci anni- spiega ancora- la Baracca ha ospitato dei laboratori e una compagnia residente di giovani attori. Poi quando l’urgenza di fare teatro civile per me si è fatta più forte, qualcuno ha abbandonato il mio progetto e ho cominciato a produrre spettacoli autonomamente. Nel 2007 poi è arrivato l’attore Gianfelice D’Accolti, abbiamo realizzato molti spettacoli insieme e oggi siamo compagni anche nella vita. Ci consideriamo attori professionisti, viviamo della nostra attività teatrale, con tutte le difficoltà del caso».

Ma scegliere di produrre spettacoli di denuncia qualche volta significa anche guadagnarsi delle inimicizie oppure giocarsi il sostegno delle istituzioni.

«Il teatro di prosa si vende decisamente di più- commenta Maila Ermini- ma nonostante le nostre difficoltà, non mi pento della scelta fatta. Riusciamo a finanziarci portando in giro i nostri spettacoli, soprattutto quelli per ragazzi. Il Comune e la Circoscrizione Nord ci hanno sostenuto in passato, ma di questi tempi i teatri indipendenti sono i primi a rimetterci. Nel 2011 abbiamo ricevuto dalla Regione - nell’ambito di Sipari Aperti - 6mila euro. Il finanziamento non ci sarà confermato nel 2012 e purtroppo siamo stati costretti ad annullare alcuni spettacoli ospiti in cartellone. Un taglio spiacevole, l’ennesimo, ma necessario. Un po’ di amarezza certo, ma La Baracca va avanti e adesso debuttiamo con un altro spettacolo dedicato a Prato, che ci auguriamo possa catturare l’attenzione del pubblico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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