Italia
A Canneto ghiaccio e asfalto che cede
Le proteste degli abitanti. Strade erose a Carteano, ormai il dislivello supera i 40 centimetri
PRATO
A Carteano e Canneto il ghiaccio non è la sola cosa da temere, quando si guida: maltempo, usura e, forse, manutenzione insufficiente hanno infatti rovinato molte delle strade che collegano le località collinari fra loro e alla città erodendole ai lati, come nel caso di via di Carteano, fino a creare un dislivello fra il terreno e il manto stradale che arriva anche a una decina centimetri circa
«L'hanno scorso, quando nevicò, le strade erano impraticabili - fanno sapere dalla frazione - nulla in confronto al ghiaccio: c'è una curva pericolosa, molto stretta, che serve per salire quassù da viale Galilei: il terreno ha ceduto e, nella parte interna, si è creata una fossa di una quarantina di centimetri. Scivolare sul ghiaccio - continuano - è molto semplice, in salita come in discesa, e se la ruota di una macchina finisse la dentro potrebbero verificarsi seri danni all'auto, per non parlare del pericolo che correrebbe il conducente».
La fossa che si è venuta a creare è il caso più grave rilevato di chi abita nella zona, ma molte delle strade collinari di Prato versano nella stessa situazione: «La carreggiata asfaltata finisce bruscamente, e si rischia di perdere il controllo dell'auto» spiegano gli abitanti. La maglia nera, però, la vince la strada che funziona da collegamento fra la città e la località di Canneto, al bivio con Santa Lucia: l'asfalto è stato letteralmente inghiottito dalla terra sottostante che, cedendo, ha fatto si che si formassero una serie di buche pericolose per la circolazione, soprattutto in una strada così stretta e a doppio senso.
Come se non bastasse, l'asfalto è stato letteralmente sbriciolato dal freddo e dal cedimento del manto sottostante, creando una situazione davvero pericolosa per gli automobilisti che volessero raggiungere Villa Gini. «Sono già stati fatti interventi di riparazione, in passato - concludono gli abitanti della zona - ma la situazione, ora, è di nuovo pericolosa».
Valentina Ceccatelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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