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Prato

«Della Sasch non parlerò in consiglio»

«Della Sasch non parlerò in consiglio»

Il sindaco Cenni in diretta su Toscana Tv: «Non firmeremo l’ok al Creaf perché la convenzione non ci convince»

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PRATO.

Due no significativi quelli pronunciati dal sindaco di Prato, Roberto Cenni, durante la trasmissione “Prato diretta sera” andata in onda mercoledì sera su Toscana Tv.

Rispondendo alle domande del direttore dell'emittente, Daniele Magrini, e anche alle decine di sms inviate dai telespettatori, Cenni ha detto che «non ritiene opportuno il consiglio comunale richiesto dal Pd in merito all’indagine in corso sulla Sasch, dopo l’nformazione di garanzia a lui inviata: «Anche per rispetto al lavoro della magistratura in corso - ha sottolineato Cenni - che dovrebbe essere caratterizzato da un ovvio riserbo. Non ritengo opportuno un dibattito pubblico in consiglio comunale. E’ il mio operato nell’esercizio delle funzioni istituzionali, nonchè le attività della giunta - ha proseguito - a dover essere al centro del confronto nel consiglio comunale. Non altro». L’altro no è stato esplicitato dal sindaco sul tema del Creaf.

La Regione ha infatti inviato il testo della convenzione per il Centro di ricerca italo-cinese: «E’ un testo che non ci convince e non lo firmeremo - ha detto Cenni - in primo luogo perchè non è messa nero su bianco l’indisponibilità a trasferire conoscenze in merito alle tecnologia per il cardato rigenerato, circostanza che si tradurrebbe in un danno per le attività economiche pratesi. Riteniamo invece - ha continuato Cenni - che dovrebbe essere definita una collaborazione concreta con le autorità cinesi, sul piano dell’insediamento, nella nostra realtà, di attività produttive fuori dal tessile, all’interno del contesto del Progetto Prato Distretto Verde. Su tutto questo, che abbiamo rappresentato anche all’ambasciatore cinese - ha aggiunto il sindaco - attendiamo a giorni un incontro con il presidente della Regione Rossi. Se ci sarà accoglienza rispetto alle nostre sollecitazioni - ha continuato il sindaco - firmeremo, altrimenti resteremo fuori da questo accordo, confidando che altri comuni non diano disponibilità ad assecondare un progetto che, se non corredato dalle correzioni da noi suggerite - ha concluso - , finirebbe per rappresentare un danno evidente per l’economia del nostro territorio».

Sulla perplessità a chiarire nell’aula del consiglio la vicenda giudiziaria della Sasch- la questione politicamente più rilevante - a questo punto la parola passerà al Pd che la settimana scorsa ha chiesto un atto di trasparenza - una relazione pubblica di Cenni - per poi valutare se presentare o meno la mozione di sfiducia.

Atto chiesto anche dalla segretaria del partito Ilaria Bugetti e dai parlamentari Andrea Lulli e Antonello Giacomelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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