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Prato

Comune e Provincia San Precario non abita più qui

Comune e Provincia San Precario non abita più qui

Negli ultimi anni nei due enti cittadini anche l’organico dei dipendenti a tempo indeterminato si è assottigliato

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di Giovanni Ciattini

PRATO

C’era una volta il precario nella pubblica amministrazione. C’era una volta ma, in piccola parte, c’è ancora. Le drastiche riduzioni delle spese imposte dal governo Berlusconi ha, col passare del tempo, in parte portato a delle stabilizzazioni (contratti a tempo indeterminato) e in parte a mancati rinnovi. Una situazione che se da un lato è servita per rendere più leggere le strutture amministrative dall’altra ha creato, e sta creando, qualche problema nell’espletamento di alcuni servizi .

Comune. Lo sfoltimento è stato notevole. «Oggi abbiamo soltanto sette co.co.co. – spiega l’assessore all’organizzazione e al personale Annalisa Nocentini - e sono tutti in scadenza entro il 2012. Si tratta di profili legati a progetti specifici: come il censimento o le Politiche europee». La stretta sulle assunzioni non riguarda però la scuola dove il ricorso a personale supplente è doveroso, anche se, pure in questo ambito, vi sono state fortissime riduzioni. Ma sono le assunzioni a tempo indeterminato quelle che anno dopo anno stanno creando disagi.

«Lo scorso anno - aggiunge l’assessore Nocentini - a fronte di cinquanta pensionamenti vi sono state soltanto venti assunzioni. Ad oggi l’organico complessivo del Comune di Prato è di 1024 dipendenti, di cui 19 dirigenti. Le previsioni per il 2012 sono abbastanza buie: 67 dipendenti hanno preannunciato di andare in pensione scenderemmo sotto le mille unità. Un rapporto dipendenti-popolazione fra i più bassi in Italia. Un numero davvero inadeguato per una realtà complessa come la nostra. Ci resta difficile, per esempio, dare risposta ai servizi a domanda diretta: penso alle circoscrizioni, all’anagrafe, al sociale. Ma anche negli uffici tecnici la situazione non è così rosea».

Provincia. I numeri dei dipendenti si sono molto ridotti: oggi sono 167 compresi i dirigenti e il segretario generale. I contratti a tempo determinato riguardano il direttore generale Giancarlo Cecchi e uno dei dirigenti. Vi sono poi 4 articoli 90 (incarichi legati alla durata del mandato del presidente della Provincia), 4 alte specializzazioni e 3 tempi determinati. In totale 180 persone.

Le alte specializzazioni sono impiegate nel settore della formazione e lavoro. Tre sono sta te inserite grazie ai programmi europei e vengono retribuite con fondi europei e non sono quindi a carico alla Provincia. Tre tempi determinati sono stati inseriti in sostituzione di personale in maternità o aspettativa.

L’organico previsto per la Provincia, in realtà, dovrebbe essere di 236 dipendenti. Parlare di sottorganico, visto che si parla di abolire le Province e con personale da ricollocare, può suonare strano, ma oggi è così. C’è da tenere di conto che la Provincia negli ultimi anni è riuscita ad assumere (uno ogni cinque assunzioni) grazie al fatto che il bilancio della Provincia è risultato tra quelli virtuosi.

Riguardo ai pensionamenti lo scorso anno sono andate in pensione dieci persone. Quest’anno sono previsti tre pensionamenti. In considerazione dell’età media che si registra a palazzo Buonamici non c’è da attendersi ulteriori congedi per l’anno appena cominciato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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