Italia
Cenni: «Lavoriamo per l’interramento»
Il sindaco ha dato mandato a un’agenzia di valutare le 4 ipotesi «Se i fondi non li darà il governo li chiederemo anche alla Regione»
di Cristina Orsini
PRATO
Nessuna porta chiusa. Ma la volontà di capire a fondo costi-benefici delle diverse opzioni per il raddoppio al Soccorso «non per convinzioni personali ma per il bene della città».
È il sindaco Roberto Cenni che del raddoppio della Declassata ha fatto la bandiera, a rassicurare che «sì, se anche il consiglio comunale ha approvato il progetto del raddoppio con viadotto e se anche a Roma, per la valutazione dell'impatto ambientale, è stato inviato lo stesso progetto, di tempo di modificare eventualmente le scelte ce n'è in abbondanza».
D'altro canto Cenni di interramento della Declassata parla fin dalla campagna elettorale, primavera 2009.
«Semplicemente - spiega - ci siamo concentrati per il momento sul progetto di realizzazione meno impattante anche per riuscire ad ottenere i finanziamenti del governo».
Il progetto del quale parla il sindaco è quello del viadotto: quasi 400 metri (senza considerare le rampe d'accesso di circa 150 metri) con una sopraelevazione di 6 metri che raddoppia considerando le indispensabili barriere antirumore ma che però non va "sotto", quindi non c'è terra di scavo della quale disfarsi e soprattutto non ci sono da risolvere le questioni relative ai sottoservizi da deviare (fogne, elettricità eccetera eccetera ). Un progetto che però ha scatenato una ridda di polemiche ma soprattutto la reazione dei cittadini che si sono riuniti in comitato. E i cittadini organizzati, se alzano la voce, si fanno sentire chiari e forti. E infatti Cenni il messaggio l'ha recepito.
E se anche resta cauto - e non potrebbe essere altrimenti - nella valutazioni dei progetti alternativi, qualche speranza sull'interramento la dà. «Il Comune ha dato mandato a un'agenzia specializzata di vagliare - dice - i pro e i contro di quattro soluzioni (trincea, viadotto, interramento totale, interramento parziale ndr) e vediamo cosa viene fuori. Certo - aggiunge Cenni - il progetto più complesso è quello dell'interramento ma speriamo in soluzioni accettabili». Anche dal punto di vista economico perché una cosa è certa: di qualunque progetto si parali, qualsiasi soluzione si decida di adottare, dalle enunciazioni si passerà alla pratica solo se arriveranno i finanziamenti e primi tra gli altri quelli del governo.
«Io però sono ottimista - è il giudizio del sindaco - perché mi pare che il ministro Passera abbia confermato l'intenzione di far procedere il comparto delle infrastrutture come leva di sviluppo a livello nazionale. Siccome gli interventi su Prato - continua - sono entrati nella legge quadro nazionale delle opere pubbliche e con una dichiarazione di intenti chiarissima, sottoscritta anche dalla Regione Toscana , sul finanziamento del raddoppio della Declassata ma anche dello sviluppo di Interporto e la realizzazione della Prato-Signa, resta solo da verificare la disponibilità a rispettare gli impegni».
Se il governo Monti dovesse rispondere "picche", la carta di riserva che il sindaco Cenni giocherà è a Firenze, nei palazzi della Regione «perché è assodato - aggiunge Cenni - che la Declassata non è un'arteria di uso comunale ma ha carichi e problematiche almeno di dimensione metropolitana». E quindi - è il ragionamento - la disponibilità a partecipare che la Regione ha preso a Roma dovrà essere concretamente dimostrata: «Se sono arrivati 200 milioni di euro a Firenze per la casa della musica potrà arrivare qualcosa a Prato per ampliare una strada che percorrono ogni giorni fiorentini, pistoiesi e altri ancora».
La data ultima per capire se i 16 milioni dell'accordo di programma stipulato nel giugno scorso arriveranno oppure no («nell’accordo sottoscritto a Roma - precisa il sindaco - di cifre non se ne parla ma di copertura dei costi dell’opera, qualsiasi sia la crifra, sì») è aprile: «Perché allora - conclude Cenni - si riunirà il Cipe (comitato per la programmazione economica ndr) al quale spetta la deliberazione finale sui fondi».
Fino ad allora di tempo per discutere ce ne sarà.
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