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Prato

Un viadotto di 700 metri con 30 piloni di cemento

Un viadotto di 700 metri con 30 piloni di cemento

E’ lo studio più quotato: 24 milioni il costo e con un impatto ambientale basso ma la cesura tre le due città resta e rischia di creare luoghi di degrado

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PRATO

Il grande viadotto su pilotì, piloni in cemento che sorreggono le nuove quattro carreggiate di marcia, è il progetto che fino a un mese fa l'amministrazione preferiva. Tanto da approvarlo in consiglio comunale (3 agosto 2011) e inviarlo - unico tra le diverse possibilità - alla commissione romana per la valutazione dell'impatto ambientale.

Si tratta, in sostanza, della realizzazione di un lungo ponte in cemento, con nove campate con 36 piloni, quattro per ogni campata, che taglierà il Soccorso partendo da via Marx per arrivare in via Nenni.

Settecento metri di lunghezza totale con due rampe d'accesso e di uscita in terrapieno lunghe 120 metri ciascuna e circa quattrocento metri in sopraelevazione.

Il tracciato ingloberà gli attuali sovrappassi di via Roma e di via del Purgatorio. Sotto il lungo ponte - è stato detto da tecnici e amministratori pubblici - saranno realizzati parcheggi e aree a verde.

L'altezza del viadotto sarà di sei metri dal piano ai quali dovrà essere aggiunta l'altezza delle indispensabili barriere antirumore, anche queste alte alcuni metri, che porteranno il viadotto a livello del terzo piano dei palazzi che insistono lungo il tracciato. Costo complessivo dell'opera: 24 milioni di euro.

Perché lo staff tecnico della mobilità del dirigente Lorenzo Frasconi giudica il viadotto il pilotì l'unico raddoppio possibile al Soccorso, almeno in questa fase?

Per tre motivi: per i costi realativamente contenuti, per la semplicità di esecuzione (non dovendo scavare non si impatterà il sistema fognario e in particolare il grande collettore interrato a cinque metri in via Roma che drena tutta l'area nord della città e non ci sarà terra di scavo da dover smaltire) e perché realizzando l'opera in tre fasi successive (lavorando prima da una parta, poi dall'altra e infine nel centro) non si dovrà chiudere mai il traffico lungo la Declassata. Certo, ne verranno utilizzati tratti stretti- prevedibili quindi disagi anche importanti - ma il cantiere non provocherà lo stop totale dell’arteria che necessiterebbe, in questo caso, di viabilità alternativa tutta da realizzare.

Il viadotto però manterrebbe una cesura, almeno parziale, tra le due parti di città aumentando il rischio di creare luoghi di degrado sotto il ponte. (c.o.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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