Finanza
Pdl, mozione per Mazzoni e Giugni
Bettazzi butta acqua sul fuoco: «Basta contrapposizione, da anteporre gli interessi collettivi»
PRATO
Una campagna per il congresso Pdl che si scalda ogni giorno di più. Dopo la candidatura di Franecso Innaco e il battibecco con l’assessore Silli è di ieri la presentazione della mozione a sostegno del coordinatore uscente Riccardo Mazzoni, indiscutibilmente l’uomo forte del congresso fissato per il 4 febbraio. Già in campo inoltrela lista di Banchelli e Mugnaioni.
E’ il presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi però a buttare acqua sul fuoco con una lettera aperta che invita ad accantonare le contrapposizioni «infruttuose» e a usare la fase congressuale « per individuare, le strategie, le opzioni, le proposte e i programmi che il primo partito della coalizione che guida l'amministrazione comunale ha il dovere di poter e dover esprimere». «Essere capaci di aprirsi al confronto interno ed esterno - aggiunge - all'analisi delle priorità su cui confrontarsi con il sindaco e con la giunta, invece, rappresenterà l'effettiva dimostrazione delle capacità e della maturità raggiunta dalla classe dirigente del Pdl pratese» Bettazzi auspica un congresso unitario e riconosce i meriti dei coordinatori uscenti Riccardo Mazzoni e Filippo Bernocchi escluso dalla competizione per incompatibilità . Per Bettazi loro, il partito, la giunta hanno « fatto molto ma non basta. Siamo a metà dell'opera e tanto altro impegno, dedizione e serietà politica sono necessari. L’ottica nella quale inquadro il congresso Pdl è una sola- conclude Bettazzi - di essere tutti capaci di anteporre, alle seppur legittime ambizioni o aspirazioni personali, gli interessi collettivi».
In serata è arrivata anche la mozione d’appoggio al coordinatore uscente Mazzoni e al candidato vicecoordinatore Alessandro Giugni “per vincere ancora”,stesa da Cosimo Zecchi e firmata da decine di persone tra le quali i membri politici della giunta, il vicesindaco, un buon numero di eletti Pdl e tanti sostenitori.
«Dopo la stagione “dirigistica" - si legge del documento - è necessario arrivare a un partito ben strutturato, dotato di tessere e con i coordinatori eletti dal basso. Ma tutto questo deve avvenire senza trasformarlo in un baronato». Per i sostenitori di Mazzoni e Giugni il congresso dà le più ampie garanzie di partecipazione democratica.
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