Sicurezza
Il nostro incubo è il calo dei consumi
Imprenditori pratesi preoccupati per il dopo Pitti. «Inutile fare belle collezioni, se la gente ha paura della crisi»
PRATO
Secondo gli imprenditori dell'abbigliamento quello appena cominciato sarà un anno terribile. Forse il peggiore degli ultimi cinque anni. La crisi che si è abbattuta come un ciclone sui consumi, non lascia intravedere spiragli di luce all'orizzonte. Dopo la prima giornata di ieri, il salone di Pitti continua a catturare la curiosità di buyers e visitatori. Ma gli espositori guardano già avanti quando i riflettori dell'evento moda più glamour dell'anno si spegneranno e ognuno tornerà a fare i conti con i propri bilanci. «Sono molto preoccupato per quanto avverrà nei prossimi dodici mesi - afferma Giovanni Santi ("Up to be") - in particolare riguardo alla redditività e al sistemo bancario, che fa paura. Sono sempre stato scettico sull'effettiva ripresa di cui si è fatto un gran parlare; ci sono stati dei rimbalzi, ma il trend è negativo». Riguardo agli effetti che i provvedimenti governativi produrranno sul settore: «Quelli positivi- continua Santi - se ci saranno, li vedremo nel 2013 poiché a livello di sgravi fiscali i calcoli si faranno sulla base dell'anno in corso».
Se una medicina vera e propria contro la crisi non l'hanno ancora inventata, tanti interventi messi insieme potrebbero contribuire a rimettere in moto il sistema moda che finora è stato trainato dall'abbigliamento. A partire dal rilancio dei consumi. Secondo Lorenzo Guazzini, titolare di Gruppo Sartoriale International ("Montezemolo") la liberalizzazione è un provvedimento che getta fumo negli occhi. «E' un modo per agevolare le grandi catene commerciali e uccidere i piccoli negozianti - afferma - quello che invece si dovrebbe fare è riportare i soldi in tasca alla gente agevolando le imprese che danno da lavorare».
Continua a destare curiosità la linea 500 grammi "made in Prato" di Marco Banci e Lamberto Cecchi. «I tempi stanno cambiando» recita lo slogan del marchio che recupera l'antica tradizione pratese della lana rigenerata nel segno dell'ecosostenibilità. Tanti visitatori allo stand "molti curiosi», come fa notare Marco Banci che ne approfitta per fare un bilancio a un anno dal debutto della collezione. «La nostra speranza era che questa linea "green" - dice - potesse trasformarsi in un'opportunità di business per tutto il distretto diventando un veicolo per il marketing territoriale. Purtroppo è rimasto un progetto isolato a causa della miopia culturale del sindaco». Da parte sua, il marchio L3 Lamberto Lifestyle Lab, brand di accessori dello storico lanificio pratese "Lanificio Lamberto", in questi giorni presenta a Pitti Uomo una novità importate: la sciarpa "sun sensible", un accessorio camaleontico in grado di cambiare colori e tonalità con l'esposizione alla luce del sole grazie ad un particolare trattamento.
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