La protesta
Pitti Uomo si apre col sorriso Partenza all'insegna della sobrietà
The show must go on, ovvero lo spettacolo deve andare avanti. Mai motto potrebbe essere più azzeccato di questo in momento alquanto difficile per l'economia. Pur tra mille incognite e riserve sul futuro, ieri si è alzato il sipario su Pitti uomo
FIRENZE.The show must go on, ovvero lo spettacolo deve andare avanti. Mai motto potrebbe essere più azzeccato di questo in momento alquanto difficile per l'economia. Pur tra mille incognite e riserve sul futuro, ieri si è alzato il sipario su Pitti Uomo, la fiera più importante dell'industria dell'abbigliamento maschile e molto attesa anche dalle aziende del distretto. La manifestazione si è aperta col sorriso degli operatori del settore che non hanno perso l'ottimismo nonostante i segnali non siano incoraggianti. «Stiamo attraversando un momento di incertezza generale - commenta Aida Barni di Annapurna - i negozi risentono della crisi dei consumi e vendono meno, ma dobbiamo lavorare per costruire una coalizione che spinga affinché si continui a consumare i nostri prodotti. I pratesi sono persone eclettiche e sapranno reagire, altrimenti non saremmo qui. La crisi c'è ma chi fa un prodotto di nicchia come il nostro, ne risente meno, tant'è che quest'anno chiuderemo l'anno col segno più». Presso gli stand non è mancata l'affluenza, anche se per il giorno dell'inaugurazione non si può parlare di grande folla. Come fa notare Lorenzo Guazzini, titolare di Gruppo Sartoriale International in vetrina alla Fortezza col marchio Montezemolo «si taglia anche sulle presenze». «Mentre fino a qualche anno fa i visitatori arrivavano a Firenze il giorno prima dell'apertura del salone per essere in fiera da subito - spiega - adesso si cerca di risparmiare arrivando il giorno stesso per cominciare a visitare gli espositori da domani (oggi, ndr)». A parte le prime impressioni, Guazzini esprime un moderato ottimismo legato soprattutto ai risultati raggiunti nel corso dell'anno. «Si esce da un anno che nonostante tutto per noi è stato - dice - abbiamo chiuso col segno più, segnando un risultato importante derivato in gran parte dalle vendite dell'estivo che consegneremo da qui a un mese; inoltre, in controtendenza con una flessione generale dei consumi, abbiamo registrato un 5% in più. Considerando il trend negativo per noi è stato un successo».
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