Il dolore
Guerra nel aperta nel Pdl Innaco sfida Mazzoni
«Non siamo fantocci di Magnolfi». Durissima la replica di Silli: «Siete sul suo libro paga». Appare difficilissimo il compito dell'area del dissenso
È Francesco Innaco la carta ufficiale con cui il consigliere regionale Alberto Magnolfi proverà a giocarsi la sfida per il congresso provinciale del Popolo della libertà. Un compito tutt'altro che facile per il giovane consigliere comunale. L'area del dissenso alla riconferma dei vertici uscenti - Mazzoni e Bernocchi - si arresta a poco più di un terzo nella conta delle tessere, ma per la vittoria determinante sarà la chiamata alla mobilitazione. Per Innaco così come per Cristina Attucci, che ha deciso di rinunciare alla candidatura per concentrare il suo impegno sui ruoli di capogruppo in Provincia e al Comune di Poggio a Caiano - dove fra un anno e mezzo si voterà - l'allenamento è cominciato lo scorso dicembre con i due incontri serali all'hotel Datini. E spetta proprio all'animatrice di quel poco di dibattito congressuale che c'è stato, sintetizzare lo stato d'animo di chi prova a fare le scarpe a Riccardo Mazzoni: «La sede dove presentiamo la candidatura di Innaco è lo specchio del nostro partito - afferma Marisa Cacialli - Uno stanzone vuoto. Noi vogliamo trasformarla una sede viva e con tanta gente che veicoli messaggi e consigli al sindaco». Anche ad ascoltare Innaco l'umore è di chi chiede una democraticità più ampia nel partito prendendo spunto dalla promessa del segretario nazionale Angelino Alfano a celebrare congressi veri. «Questo significa anche essere aperti al dialogo con tutti, compreso con Mazzoni» spiega Innaco che lancia al coordinatore uscente una doppia sfida. Da una parte si prepara alla guerra, proponendosi come un coordinatore a tempo pieno. Ma al tempo stesso offre un armistizio a condizioni del ritiro reciproco delle candidature. Ad oggi uno scenario remoto, dal momento che nelle ultime riunioni del coordinamento provinciale Mazzoni non ha neppure citato il congresso come argomento di discussione interna. Più plausibile la ricerca da parte di Innaco di un'alleanza con l'altro sfidante, Gianluca Banchelli. A dimostrazione dello spirito d'apertura Innaco lascia per ora vacante la selezione del candidato a vice-coordinatore per completare il ticket. Ancor prima, però la sua intenzione è di allontanare da sé l'ombra di Magnolfi. «Io sono anzitutto un democristiano e il resto del movimento non può essere individuato semplicemente come magnolfiano. Lui è stato solo il nostro umile catalizzatore». Rimarca il concetto Cristina Attucci: «Non siamo fantocci in mano a Magnolfi». Questo tentativo, pur riuscendo a coagulare sostenitori fra i consiglieri comunali - Bardazzi, Frosini, Gestri, Innaco - e provinciali (Attucci e Conte) non incanta Giorgio Silli, assessore all'integrazione e grande elettore di Mazzoni. «Non sono i fantocci di Magnolfi? No, sono semplicemente tutti sul suo libro paga, ad eccezione di Marisa Cacialli - usa il vetriolo nel rispondere - Non vorrei che passassero come i rottamatori del Pdl, quando in realtà sarà Mazzoni a compiere il rinnovamento nel partito scegliendo come suo vice Alessandro Giugni».
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