Sicurezza
Tribunale sguarnito, appello agli enti locali
P.N.
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Il presidente del Tribunale Francesco Antonio GenoveseIl presidente Genovese chiede a Comune e Provincia di favorire la mobilità tra gli uffici
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PRATO. Francesco Antonio Genovese, presidente del Tribunale, lotta su due fronti: Prato e Roma. In città prova a far funzionare al meglio il Palazzo di giustizia, mentre sul fronte romano cerca di procurarsi risorse umane. Due azioni che vanno nella stessa direzione. Recentemente il presidente Genovese ha scritto al Ministero della giustizia segnalando un problema annoso, la carenza di personale amministrativo, cioè gli impiegati e i cancellieri che materialmente mandano avanti la macchina della giustizia. Il problema come detto non è nuovo, ma potrebbe assumere contorni preoccupanti perché già ora il presidente calcola una "scopertura" di circa il 25% sull'organico, che in assenza di nuove entrate si allargherà ulteriormente a breve. Tre impiegati stanno per andare in pensione, altri due andranno in pensione a marzo, e tra questi c'è anche il dirigente dell'ufficio del giudice per le indagini preliminari, una figura chiave per il funzionamento del Tribunale. A fronte di questa emergenza, non è previsto il turn over e dunque bisogna arrangiarsi in altre maniere. Una di queste è la mobilità tra enti pubblici. Al presidente Genovese risulta che alcuni dipendenti degli enti locali (leggi Comune e Provincia) sarebbero disposti a transitare nell'organico del Tribunale, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo la burocrazia e forse anche qualche resistenza degli enti che attualmente hanno in carico i dipendenti. Dunque la lettera al Ministero è anche una sorta di appello proprio agli enti locali perché facciano la loro parte. Detta in altre parole, perché non frappongano ostacoli ai propri dipendenti che intendono "migrare" verso piazzale Falcone e Borsellino. Al momento è un pio desiderio, anche perché gli enti locali hanno problemi simili a quelli del Palazzo di giustizia, cioè hanno difficoltà ad assumere chi va in pensione o sceglie un altro ufficio pubblico. Dunque è prevedibile che non facciano ponti d'oro a chi vuole trasferirsi. Il presidente Genovese intanto ha lanciato il sasso nello stagno e attende novità positive. Prima dell'ultima lettera spedita al Ministero ce n'era stata un'altra nella quale si segnalava la necessità di rinforzi per i giudici della sezione penale. Quella lettera, però, non ha mai ricevuto risposta. L'unica risposta, ma solo di cortesia, è arrivata dal Consiglio superiore della magistratura, che sostanzialmente ha preso atto della situazione. Per questo il presidente ha deciso di spostare il giudice Fanales dalla sezione civile a quella penale. Una boccata di ossigeno in attesa di rinforzi che potrebbero arrivare più avanti. Un'altra questione che sta molto a cuore al presidente Genovese è il processo telematico civile. Doveva essere già partito ma ha subìto una battuta d'arresto perché l'Abi, partner dell'Ordine degli avvocati, si è tirata indietro e così gli avvocati hanno dovuto contattare altri tecnici e fare la relativa formazione. Il processo telematico, comunque, dovrebbe decollare entro la metà di quest'anno.
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