Il Tirreno

Prato

Teatrificio Esse quando il gesto sostituisce la parola

Miriam Monteleone
Nelle foto i protagonisti della compagnia Teatrifricio
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Nelle foto i protagonisti della compagnia Teatrifricio

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PRATO. Il loro lavoro si concentra sull'azione dell'attore, sulla gestualità, sul simbolo e sulla comunicazione visiva. Dal 2004 a Prato è attiva la compagnia Teatrificio Esse, nata dalla fusione di differenti formazioni artistiche, convergenti nel teatro di Remondi e Caporossi. I suoi componenti (Armando Sanna, Pasquale Scalzi, Aldo Gentileschi e Davide Savignano) da qualche anno hanno trovato residenza alla Gualchiera di Montemurlo, insieme alle associazioni Compagnia Arra e Terzo Piano Teatro. Il gruppo organizza spettacoli e laboratori e coordina manifestazioni teatrali.  Prima di stabilirsi in questo spazio, la compagnia non aveva fissa dimora e gli attori provavano i loro spettacoli in luoghi - di volta in volta - disponibili. Ci hanno raccontato il loro lavoro, tra passione, ambizioni e difficoltà.  «Con il teatro cerchiamo di viverci - spiega Pasquale Scalzi - anche se le difficoltà maggiori le incontriamo nel trovare le risorse per produrre gli spettacoli. Io personalmente faccio anche altro, mi occupo di formazione e organizzazione di eventi. Da quando abbiamo trovato sede nel centro culturale della Gualchiera riusciamo a garantire alla compagnia maggiore continuità. L'edificio è stato dato in gestione a noi associazioni dal Comune di Montemurlo. Negli anni precedenti per le prove dovevamo appoggiarci ai teatri ospitanti, non era sempre facile. Quanto ai contributi, devo dire che negli ultimi tempi siamo stati sostenuti anche dalle Politiche Giovanili, ad esempio per il progetto "Alter Mundi". «Alla fine riusciamo in un modo o nell'altro a coprire le spese anche se per noi non resta molto e come attori difficilmente riusciamo a pagarci le prove».  Il Teatrificio Esse in questi anni si è esibito al Fabbrichino, al Magnolfi e in altri spazi del territorio, riuscendo sempre a stupire il pubblico con la sua poetica di grande impatto emotivo. Gli oggetti, nelle loro performance di teatro d'immagine e di figura, hanno spesso la meglio sulle persone e l'espressività, quasi come avviene nel mimo, viene affidata al gesto che sostituisce la parola. In occasione della ricorrenza dei 150 anni dell'Unità d'Italia, il gruppo ha realizzato la produzione "Rosso, verde e bianco" andata in scena al Magnolfi nell'ambito della rassegna "I mille volti dell'Unità d'Italia". Per il 2012 la compagnia sta già portando avanti nuovi progetti tra cui una produzione che vedrà la collaborazione di Riccardo Goretti della compagnia degli Omini e alcuni stage teatrali con la docenza di Claudio Morganti e Dario Manfredini.

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