Il Tirreno

Prato

I nostri figli sono pronti a fare le valigie

Giovanni Ciattini
I nostri figli sono pronti a fare le valigie

3 MINUTI DI LETTURA





I dati aggiornati al 2011 sulla disoccupazione dei giovani pratesi non sono disponibili. La Provincia ha affidato ad Asel uno studio specifico che è ancora in corso. L'ultima percentuale nota è quella riferita al 2010 quando ci si era attestati intorno al 20%. Oggi, che il dato nazionale ha raggiunto il 30,1% (giovani tra i 15 e i 24 anni), si stima che la cifra pratese oscilli intorno al 21-22%. Il che, significherebbe, su scala provinciale, intorno ai 4mila giovani alla ricerca del primo impiego. Una ricerca spesso destinata a prolungarsi a lungo e che, sempre di più, prende le mosse dal Centro per l'impiego Fil. «Il passaparola sembra non funzionare più - commenta il direttore del Centro per l'impiego, Michele Del Campo - negli ultimi del 2011 abbiamo registrato la crescita di giovani che vengono da noi alla ricerca di qualche prospettiva». Una delle novità è che, rispetto al passato, molti giovani chiedono informazioni anche per tirocini all'estero. «Abbiamo raccolto 150 richieste, soprattutto laureati, relativi ai progetti Eures - informa Del Campo - Viene ritenuto appetibile sia un posto da barista che da ingegnere in Germania. Cresce la voglia di uscire da Prato». Il vecchio mito del cameriere a Londra resiste sempre? «Eccome se resiste - replica Del Campo - perché ai nostri giovani offre alcune certezze che qui in Italia non trovano. Un contratto vero, per esempio, e non un lavoro a nero. La possibilità di impadronirsi di una lingua e di poter sfruttare un'opportunità aperta: la mobilità sociale, all'estero, è ancora possibile». Non è un po' frustrante essere costretti a lasciare l'Italia per cercare di mettere a frutto il proprio titolo di studio? «Indubbiamente - risponde il direttore del Centro per l'impiego - ma spesso rappresenta una scelta obbligata. E' vero che i nostri figli se hanno la fortuna di avere una famiglia alle spalle in grado di sostenerli a lungo, tendono a procrastinare il più possibile l'ingresso nel mondo del lavoro, sempre nella speranza di poter spendere il diploma o la laurea conseguiti. Alla fine però andare fuori dall'Italia può essere l'unica chance. E per lo Stato è una sconfitta in tutti i sensi, a partire da quello economico: ogni studente costa 14-15mila euro l'anno. Più ci sono i costi a carico delle famiglie. Un investimento sulla persona che va in fumo». L'impressione, dunque, è che il confine provinciale (al massimo si immaginava un posto da commesso al Centro commerciale I Gigli a Campi) che fino a ieri veniva ritenuto il massimo orizzonte possibile, ormai sta davvero stretto. «Il nostro compito è quello, attraverso i vari corsi di formazione, di aiutare i giovani a costruirsi un percorso che li porti a trovare un impiego - spiega Del Campo - e per questo cerchiamo continuamente di raccogliere le istanze che arrivano dalle categorie economiche del nostro territorio». Fatto sta, tuttavia, che la maggior parte dei giovani non trova impiego nell'industria, come dovrebbe essere naturale, ma nel terziario. Non a servizio delle imprese ma della persona. Ovvero dei consumi. C'è chi, a Prato, guarda con sospetto l'ingresso precoce dei giovani cinesi nell'imprenditoria: a 20 anni hanno già una ditta dietro alle spalle. «E' una questione culturale - chiarisce Del Campo - loro sono più individualisti, sono più autopromozionali. Vengono in Italia con la ferma volontà di riscattare la loro posizione sociale. E lo stesso dicasi se nascono qui da noi. Hanno più fame dei nostri figli che sanno di poter contare, per molto tempo, sull'aiuto di babbo e mamma. E questo lo dico, sia chiaro, lasciando da parte l'aspetto dell'illegalità che ci porterebbe molto lontano». Le previsioni per il 2012 sono nerissime: vede vie d'uscita? «In effetti il secondo semestre 2011 si è chiuso male. Rispetto alle 40 offerte settimanale di impiego siamo scesi a 15. Ed è comunque sempre il tessile (il 50%) a tirare. Che cosa fare? Rimettere il lavoro e lo sviluppo al centro delle politiche territoriali, cercando la massima condivisione fra tutti i soggetti. Non vedo altre strade» conclude Del Campo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa