Il Tirreno

Prato

Vitello in fuga arriva in piazza Mercatale La polizia lo abbatte

Il vitello abbattuto nei pressi del Ponte Lama dopo un inseguimento di alcuni chilometri
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Il vitello abbattuto nei pressi del Ponte Lama dopo un inseguimento di alcuni chilometri

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PRATO. E' durata lo spazio di una notte e di una mattinata la fuga dalla stalla di un vitello di razza Calvana, prima che l'animale venisse abbattuto a colpi di pistola dalla polizia sotto al Ponte Lama.  Un finale triste per una storia che ieri mattina aveva assunto toni quasi comici, quando il vitello bianco è comparso prima in via Strozzi e poi in piazza Mercatale, tra la sorpresa generale dei passanti e degli automobilisti. E' stato in quel momento che qualcuno ha chiamato il 113 segnalando la presenza dell'animale. Sul posto sono arrivate le pattuglie della polizia e una squadra dei vigili del fuoco. Nel frattempo il vitello, impaurito e smarrito, aveva guadagnato l'argine del Bisenzio e si è messo a trottare in direzione est, verso la stazione ferroviaria e oltre, sempre seguendo la direzione della corrente. Quando si è accorto che lo stavano inseguendo ha anche guadato il corso del fiume e ha raggiunto l'altra sponda, ma i poliziotti e i pompieri non lo perdevano di vista.  A un certo punto gli agenti hanno tentato di stringerlo in un angolo, ma la bestia era sempre più impaurita e ha caricato, ferendo uno dei poliziotti che si è rotto il tendine di un dito (sarà poi giudicato guaribile in 30 giorni).  Sul posto sono arrivato anche la veterinaria Giuliana Giuliani e il proprietario dell'animale, che ha un allevamento nei pressi del Centro di scienze naturali, ed è stato quest'ultimo a dare il consenso all'abbattimento. Una scena abbastanza cruenta, sotto al Ponte Lama, coi poliziotti che hanno sparato numerosi colpi di pistola da distanza ravvicinata prima di aver ragione del povero vitello, che alla fine si è accasciato vicino alla pista ciclabile.  Si è poi accertato che il vitello, arrivato venerdì sera dalla Calvana nella stalla dell'allevatore, era fuggito quasi subito, vagando prima nella campagna di Galceti e poi in città.  La notizia pubblicata sul sito del Tirreno e su Facebook ha raccolto molti commenti, in gran parte critici verso la decisione di abbattere l'animale. Molti si chiedono se fosse davvero necessario e non ci fossero altri mezzi per renderlo inoffensivo, per esempio con una cartuccia di sonnifero. Altri rimpiangono i tempi in cui di queste faccende si occupava Gilberto Tozzi, direttore del Centro di scienze naturali di Galceti, prima che la magistratura decidesse di sequestrare il Centro con la conseguenza indiretta di interromperne l'attività di recupero degli animali. Ironia della sorte, l'animale si è allontanato proprio da Galceti, a due passi dal Centro di scienze naturali. P.N.

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