Sicurezza
Omicidio di San Silvestro: senza sosta le indagini dei carabinieri
Si batte la pista dei debiti per dare un nome agli assassini
◗
I rilievi sulla roulotte 1 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Si continua a battere la pista dei debiti per dare un nome agli assassini di Andrea Manzuoli, l'operaio di 45 anni trovato morto lunedì mattina all'interno della Cartotecnica Beusi di via Onorio Vannucchi. I carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati dal sostituto procuratore Roberta Pieri, in questi giorni lavorano a fari spenti, nel tentativo di trovare qualche riscontro a quella che al momento è solo un'ipotesi investigativa. Servirà anche un po' di fortuna, oltre all'acume investigativo, come accaduto per l'omicidio del marocchino Abdel Kebir Tayaa, ammazzato a calci e pugni da tre rumeni il 3 giugno nel parcheggio di Pratilia. In quel caso fu una testimonianza a dare una svolta alle indagini. E anche stavolta potrebbe andare così. Si scava soprattutto tra le amicizie di Andrea Manzuoli, che potrebbe aver fatto confidenze a qualcuno di cui si fidava. Se l'omicidio è frutto di una spedizione punitiva, infatti, è verosimile che sia stato preceduto da minacce. E la vittima potrebbe aver raccontato i suoi timori. Il furto di un televisore, rubato qualche settimana fa dalla roulotte di Manzuoli, potrebbe essere stata la prova generale dell'omicidio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
