Gioco
L'esortazione del vescovo «Àlzati città di Prato non devi vivere di paura»
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A destra lo zampognaro si esibisce davanti al vescovo Simoni in piazza del Duomo Forte omelia di mons. Simoni alla messa dell'Epifania Le feste concluse con la discesa della vecchietta dal campanile
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PRATO. Un'omelia forte quella del vescovo Gastone Simoni che in occasione della messa dell'Epifania, prende a prestito le parole del profeta Isaia: «Àlzati Chiesa di Prato! Hai di che riformarti, ma quanta luce puoi diffondere, quanta carità puoi fare». E ancora: «Àlzati, città di Prato! Non vivere di paura. Sii più giusta, sii più fiduciosa, perché un tempo migliore è preparato per te». Una esortazione e un augurio alla città in occasione del ventesimo della sua ordinazione episcopale, avvenuta il 6 gennaio 1992 nella Basilica di San Pietro a Roma. Rispondendo al canonico Daniele Scaccini, che a nome del Capitolo della Cattedrale e della Diocesi gli aveva rivolto gli auguri, mons. Simoni ha ricordato che il prossimo 9 aprile, così come previsto dal Diritto canonico, sarà tenuto a dare le dimissioni dalla guida della Diocesi. Nei mesi che prima e dopo quella data «mi resteranno per esercitare a Prato il ministero di vescovo - ha affermato - quel che interessa a me è favorire come la stella dei Magi l'incontro con Gesù Cristo di coloro che hanno una fede addormentata e di coloro che sono venuti da lontano a vivere e lavorare a Prato». Proprio agli immigrati, durante l'omelia, ha fatto più riferimenti. L'Epifania, infatti, è la festa della manifestazione di Gesù, attraverso i Magi venuti dall'Oriente, a tutte le genti, la festa «del significato universalistico del Vangelo». I cattolici pratesi, dunque, ha spiegato Simoni, «hanno una grande missione: annunciare Gesù Cristo a tutti gli immigrati», che vanno visti «non soltanto come un problema, ma anche come una possibilità». L'altro tema legato alla liturgia del giorno è «quello della fiducia, del guardare avanti». Questo atteggiamento, però, secondo mons. Simoni, implica un sempre necessario esame di coscienza. L'esempio, il vescovo, lo lega alla nostra realtà: «Le cose che non vanno bene a Prato - ha affermato Simoni - non sono date soltanto dalle conseguenze dei grandi fenomeni macroeconomici, ma anche da nostre precise responsabilità. Per esempio noi che scrutiamo sempre i "peccati" dei cinesi, siamo sempre "santi"? Abbiamo sempre rispettato l'etica del lavoro, le regole, le leggi?». Ieri è stata anche l'occasione per festeggiare l'Epifania con numerose manifestazioni che si sono concluse con la discesa dal campanile del Duomo del Befana dei vigili del fuoco. I pompieri, poco dopo, sono stati impegnati anche nel rimettere in piedi l'abete di Natale abbattuto dal vento.
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