Il Tirreno

Prato

«La scelta della liberalizzazione è sciagurata e favorisce solo la grande distribuzione a danno dei piccoli»

Confesercenti "chiama" il sindaco

Sopra, Alessandro Giacomelli a fianco lo shopping nei negozi del centro
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Sopra, Alessandro Giacomelli a fianco lo shopping nei negozi del centro

L'associazione di Giacomelli vuole un incontro sugli orari dei negozi

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 PRATO. La Confesercenti chiede al sindaco Roberto Cenni un incontro urgente per parlare della questione della liberalizzazione degli orari dei negozi contenuta nel cosiddetto decreto "Salva Italia", varato dal Governo Monti.  Il decreto contiene la norma che deregolamenta completamente gli orari di apertura e chiusura delle attività commerciali.  «Crediamo - dice Confesercenti in una nota - che sia stato un grave errore aver voluto decidere a Roma su un argomento che, per le sue molteplici implicazioni, nessuno meglio di chi vive nei Comuni conosce le reali, vere, esigenze e necessità di quel territorio, come sancito dal titolo V della Costituzione che attribuisce la piena competenza alle Regioni, come più volte ribadito dalla stessa Corte costituzionale.  Confesercenti parla di «scelta sciagurata» il cui chiaro obiettivo è quello di spostare quote di mercato a favore della grande distribuzione, con la conseguente chiusura di migliaia di esercizi commerciali in sede fissa e su area pubblica e la perdita di migliaia di posti di lavoro.  Non in questo modo che si salva l'Italia, osserva l'associazione presieduta da Alessandro Giacomelli, non è così che si rilanciano i consumi e soprattutto si arrecheranno gravi disagi alla popolazione, in particolare gli anziani, per il venir meno del servizio di vicinato.  «È un provvedimento - spiega Confesercenti - che rischia di vanificare una politica di interventi e investimenti delle pubbliche amministrazioni e delle imprese, finalizzati alla riqualificazione e al rilancio dei centri storici, dei centri urbani. Un provvedimento che non tiene conto della peculiarità delle nostre città e dei centri urbani, della loro identità, vivibilità, e della sicurezza, dove i negozi e i mercati rappresentano una componente essenziale».  La Regione Toscana, ricorda la nota, ha deliberato successivamente al decreto Monti e confermato chiaramente che la materia è di esclusiva competenza dei Comuni e che attraverso la concertazione con le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali e quelle dei consumatori, siano individuati quali debbano essere gli orari giornalieri e quante debbano essere le aperture festive degli esercizi commerciali: «È questa la modalità che in tanti anni ha sempre raggiunto il giusto equilibrio tra tutte le parti interessate».

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