Il Tirreno

Prato

Ripresi i lavori per il nuovo Pecci

Riccardo Tempestini
La colonna spezzata di Anne e Patrick Poirier
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La colonna spezzata di Anne e Patrick Poirier

Caverni: «Sarà pronto entro la fine dell'anno»

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 PRATO. «Il nuovo Centro Pecci sarà pronto entro la fine di quest'anno». Così ieri mattina l'assessore ai lavori pubblici Roberto Caverni, confermando la ripresa dei lavori proprio, in questi giorni, al cantiere di viale della Repubblica. Infatti dopo la decisione del Tribunale fallimentare di Firenze di concedere il "concordato in opera" al Consorzio Etruria, dovrebbero proseguire fino alla conclusione i lavori per l'ampliamento del raddoppio del museo, su progetto di Maurice Nio, interrotti a più riprese per le difficoltà finanziarie del consorzio di Montelupo fiorentino, culminate con la dichiarazione di fallimento.  «Il ritardo è di circa sei mesi, ma la ditta è convinta di poter recuperare il tempo perso visto che si tratta sopratutto di posa in opera di parti metalliche», continua Caverni, che in ogni caso applicherà la penale prevista dal contratto per il ritardo nella consegna. Nel frattempo ha trovato una sistemazione, seppur provvisoria, la celebre colonna spezzata dei coniugi Anne e Patrick Poirier, una delle opere simbolo del museo, sistemata nel prato antistante fin dalla fondazione, ma tolte all'inizio dei raddoppio. Grazie ad un accordo con la Camera di Commercio infatti l'opera è stata riallestita su un terreno di proprietà della stessa in viale Montegrappa, acquistato anni fa per costruirvi la nuova sede camerale, che invece è in via di ultimazione in un ex edificio industriale di via del Romito.  La colonna spezzata, concessa in comodato gratuito alla Camera di commercio, resterà in viale Montegrappa fino a quando non sarà individuata una nuova eventuale collocazione, visto che difficilmente tornerà sul giardino antistante il museo, che verrà occupato in gran parte dal nuovo edificio. Stesso discorso per l'altrettanto celebre "mezzaluna" di Mauro Staccioli, di cui resta solo lo scheletro appoggiato su un lato della declassata, dopo che il trasferimento previsto sulla rotonda fra il viale della repubblica e la Declassata, sostenuto anche dall'assessore Caverni, è stato per ora accantonato per un improbabile tramvia di superfice dalla questura fino alla stazione. Ma chiudiamo con la dichiarazione del presidente del Centro Pecci Valdemaro Beccaglia.  «Concepita come un segno distintivo del museo, l'opera è diventata nel corso degli anni un simbolo di Prato, della sua capacità di innovare nel solco di una forte tradizione, di aggiornarsi culturalmente perché la sua storia sia duratura e la sua identità si rafforzi nel tempo. La colonna è formalmente caduta, ma il suo ricordo e la sua sostanza sono indistruttibili. Prato deve e può recuperare le proprie forze, intellettive, propositive, e guardare con rinnovata fiducia al proprio futuro».

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