Il Tirreno

Prato

«In tempi di magra non sprechiamo i soldi dei cittadini»

Grandi opere? Bocciate

Alessandra Agrati
Silvano Agostinelli
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Silvano Agostinelli

La lista "La città per noi" critica i progetti

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 VAIANO. «Il sindaco Annalisa Marchi ha annunciato 2,3 milioni di euro per le opere pubbliche di Vaiano che verranno realizzate nel nostro Comune nel corso del 2012 ci sentiamo rassicurati, temevamo il classico pacco con progetti più ambiziosi come quelli che ci hanno accompagnato fino al 2011».  Silvano Agostinelli, coordinatore della lista civica la città per noi Vaiano, usa l'ironia per attaccare l'amministrazione comunale. Sul banco degli imputati tutta la gestione grandi opere. «Cos'è infatti una casa della musica - continua il coordinatore - in confronto ad una mediatica storica come quella di Luigi Rapezzi che doveva trovare alloggio finale alla Villa del Mulinaccio, che avrebbe dovuto avere un finanziamento di 400mila euro dalla Regione Toscana e per la quale il Comune di Vaiano ha già speso 44.000 euro di soldi nostri senza nessun rientro? Cos'è una casa della musica in confronto ad una casa della salute che solo l'anno scorso avrebbe registrato un finanziamento presunto di 700mila euro dalla Regione Toscana, i cui lavori sarebbero dovuti iniziare già da mesi?».  Poco condivisi anche le azioni a supporto dell'imprenditoria: la lista Civica non ha apprezzato quanto fatto, ad esempio, per il carbonizzo Lavati.  «Stiamo vivendo un periodo di vacche magre e nessuno è più disposto a credere a questi presunti fiumi di denaro provenienti dalla Provincia e dalla Regione - conclude Agostinelli- D'altro canto i progetti non sono mai a costo zero, richiedono consulenze, preventivi e impegno di tempo di dipendenti comunali. Le risorse a disposizione saranno sempre meno e il frutto dei sacrifici dei cittadini devono essere investiti con oculatezza in opere necessarie alla collettività». Agostinelli denuncia anche tempi troppo lunghi per le risposte alle interrogazioni presentate dal capogruppo Giuseppe La Gamba: «Quando ricevute, sono state spesso incomplete, verbali, assai superficiali e sono arrivate ben oltre i tempi previsti dai termini di legge. Ci siamo trovati spesso davanti ad un vero e proprio muro di gomma».

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