Il Tirreno

Prato

«E' stato un terribile incidente»

Matteo Ye e i vice consoli in via Puccini e il terratetto della tragedia
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Matteo Ye e i vice consoli in via Puccini e il terratetto della tragedia

Il questore ha espresso il suo cordoglio alla comunità orientale

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 PRATO. Nella comunità cinese non si commenta la morte del venticinquenne morto nel tentativo di scappare a un blitz della polizia. Si abbassa la testa e si passa oltre guardando in alto, verso la finestra, e poi in basso dove ieri mattina c'era ancora una chiazza di sangue sull'asfalto. Nessun commento neppure di due vice consoli che ieri sono arrivati da Firenze per prendere ulteriori informazioni sull'accaduto. A commentare l'accaduto Matteo Ye, uno dei riferimenti della comunità.  «Ho ricevuto proprio stamani (ieri mattina ndr) una chiamata del questore che mi esprimeva il cordoglio e mi spiegava cos'era accaduto durante la notte. «E' stato un incidente. Ha perso l'equilibrio mentre tentava di scappare. Il destino, non potrei aggiungere altro. Adesso a noi, come comunità cinese, tocca il compito doloroso di essere vicini alla famiglia anche dal punto finanziario per le esequie».  Matteo Ye garantisce piena collaborazione («come sempre») alle istituzioni italiane ma preferisce non entrare nel merito dell'imminente visita dell'ambasciatore in Italia Ding Wei che sarà in città proprio il 10. Una visita che arriva in un momento delicato, a pochi giorni dalla tragedia, anche perché l'obiettivo dell'incontro è proprio affrontare col Comune e la Provincia proprio i temi legati alla difficile convivenza tra pratesi e orientali che vivono a Prato.  Le istituzioni italiane stanno infatti lavorando sul fronte dell'integrazione ma anche dei controlli. E infatti non è una novità quello che è accaduto al numero civico 11 di via Puccini nella notte tra mercoledì e giovedì. Solo l'epilogo è stato diverso.  Nell'appartamento infatti al primo piano si svolgeva un'attività irregolare di massaggi e le due donne che se ne occupavano erano sprovviste di permesso di soggiorno mentre al primo piano c'era una stanza allestita con cinque computer collegati a siti on line di video poker con cui stavano giocando due cittadini orientali.  E proprio in questa stanza c'era anche il giovane che ha trovato la morte tentando di fuggire. Intanto la Lega Nord, attraveso l'europarlamentae Claudio Morganti, chiede controlli più serrati. «Andare a scovare gli evasori nelle località turistiche - dice - va bene ma facciamolo anche laddove siamo certi che l'evasione esiste e dove il Fisco risulta essere ancora sconosciuto. Gli ispettori dell'Agenzia delle entrate dovrebbero fare un giro anche nella Chinatown pratese e si renderanno conto della sfilata di Porsche e Suv alla guida spesso e volentieri ci sono cinesi di giovanissima età». Continua Morganti: «Quello dell'evasione fiscale è un fenomeno che va combattuto senza sconti a nessuno. Iniziamo, però, a far visita più assiduamente e non una tantum alle innumerevoli aziende cinesi insediate nel territorio pratese e dove sappiamo bene come si opera». ALTRO SERVIZIO A PAG. 14

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